La progressiva ripresa del sistema economico italiano continua a produrre effetti positivi sulla riduzione dei fallimenti. Secondo i dati del nuovo Osservatorio su fallimenti, procedure e chiusure di impresa di Cerved, nei primi due trimestri del 2018 sono fallite 5964 società, numero in calo del 5,7% su base annua e sceso ai livelli più bassi dal 2010. Ancora più sostenuto il calo dei default diversi dal fallimento, con 709 pratiche avviate nei primi sei mesi del 2018 (un quinto in meno dell’anno precedente). Viceversa, si registra un’inversione di tendenza sul numero di liquidazioni volontarie, con un aumento del 1,3% rispetto ai primi sei mesi del 2017, un dato che potrebbe segnalare aspettative meno positive da parte di chi si assume il rischio di impresa.

 

fallimenti

 

Il trend positivo dei fallimenti dura da undici trimestri consecutivi. Nel secondo trimestre del 2018, i dati dell’Osservatorio evidenziano 2949 aziende fallite, in calo dell’8,9% su base annua e del 4% rispetto al trimestre precedente. I miglioramenti riguardano tutte le tipologie di imprese, con cali più consistenti tra le società di persone e le ditte individuali (rispettivamente 14,4% e 13,7% su base annua) e più contenuti tra le società di capitale (-2,7%). La diminuzione dei fallimenti è generalizzata anche sul piano settoriale, con un andamento particolarmente positivo nelle costruzioni e nell’industria (rispettivamente 7,2% e 4,5%) e meno marcato nei servizi dove il rientro verso i valori pre-crisi risulta più lenta rispetto al resto dell’economia (4,5%).

La congiuntura economica positiva ha determinato un calo dei fallimenti in tutto il paese, anche se con tendenze diversificate.  Nel Nord-Est, il numero di fallimenti su base annua cala drasticamente (-16,2%), in virtù dei miglioramenti di Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna e Veneto; il Nord-Ovest fa registrare riduzioni per il 3,1%; nel Centro il calo è meno sostenuto (-1,7%) per via di un aumento dei fallimenti nel Lazio e in Abruzzo; mentre il Sud e le Isole mostrano nel complesso un’incoraggiante riduzione del 5,1% su base annua (anche se i fallimenti in Sicilia e Calabria esibiscono significativi aumenti su base annua).

I primi sei mesi del 2018 hanno visto un netto calo delle pratiche concorsuali non fallimentari. Queste ultime si sono ridotte del 21% su base annua attestandosi a quota 709, il valore più basso osservato da dieci anni a questa parte. La determinante principale di questa flessione è la caduta del ricorso ai concordati preventivi (solo 246 domande nella prima metà dell’anno, -27% su base annua). Da punto di vista settoriale le riduzioni di pratiche concorsuali non fallimentari si sono verificate prevalentemente nelle costruzioni e nell’industria (rispettivamente 33% e 28% su base annua) mentre i servizi fanno registrare il 18%. Da una prospettiva territoriale, l’area che evidenzia una contrazione più significativa delle pratiche non fallimentari su base annua è il Centro (-53%), seguito da Nord-Ovest (-21%), Nord-Est (-13%) e Mezzogiorno (-8%).

Nel secondo semestre 2018, le liquidazioni volontarie stimate hanno riguardato 13424 imprese in bonis (senza precedenti procedure concorsuali), un valore leggermente inferiore a quello dello stesso trimestre del 2017 (-1%). Tuttavia, prendendo in considerazione i primi sei mesi del 2018 il numero di chiusure volontarie si attesta a 29.445 unità facendo emergere su base annua un’inversione di tendenza rispetto al dato del 2017 (+1,3%).

Le liquidazioni volontarie sono tornate a crescere in tutta l’economia. L’incremento più consistente si osserva nell’industria, in cui tra i primi sei mesi del 2017 e i primi sei mesi del 2018 il numero di chiusure è aumentato da 2.078 a 2.220 unità (+6,8%). Nei servizi e nelle costruzioni, hanno avviato procedure di liquidazione volontaria rispettivamente il 2,8% e lo 0,4% in più dell’anno precedente. Dal punto di vista geografico, l’andamento delle liquidazioni nella prima metà dell’anno assume andamenti diversificati. Il numero di chiusure volontarie si riduce ulteriormente nel Nord-Est (-1,5%) e al Centro (-1,5%) e torna a crescere nel Mezzogiorno (+0,9%) e soprattutto nel Nord-Ovest (+5,2%).

Scarica il nuovo Osservatorio su fallimenti, procedure e chiusure di impresa.