L’outlook Abi-Cerved sulle sofferenze delle imprese fornisce stime e previsioni sui tassi di decadimento per classe dimensionale delle società non finanziarie. I tassi di decadimento (o tassi di ingresso in sofferenza) sono definiti come il rapporto tra i prestiti che le banche classificano come sofferenze e lo stock di finanziamenti concessi alle stesse imprese. Poiché non esistono informazioni ufficiali su questi tassi differenziati per dimensione delle imprese, il report amplia il set informativo a disposizione degli analisti e, più in generale, degli operatori economici.

 

Qui è possibile scaricare l’ultimo numero dell’Outlook.

I numeri precedenti dell’Outlook:

Outlook Abi-Cerved sulle sofferenze delle imprese #6

Outlook Abi-Cerved sulle sofferenze delle imprese #5 

 

Il progetto ABI-Cerved per la stima dei tassi di decadimento per dimensione di impresa

Cerved e ABI hanno avviato un progetto congiunto con lo scopo di stimare e prevedere i tassi di decadimento per classe dimensionale delle imprese. Il progetto si pone l’obiettivo di stimare i tassi di ingresso in sofferenza in numeri a partire dal 1990 per macrosettore di attività economica, area geografica e classe dimensionale delle imprese, per un totale di 64 cluster, e di modellare i tassi così ottenuti per poter costruire previsioni e simulazioni.

La stima dei tassi di decadimento è ottenuta attraverso un processo che utilizza uno score di Cerved disponibile per il complesso delle società italiane, il CeBi-Score4, come valutazione sintetica del rischio economico-finanziario di un’impresa, trasformandolo in indicatori individuali del rischio delle singole o EIDR (Expected Individual Default Rates) e riproporziando gli EIDR riproporzionati sulla serie storica pubblicata dalla Banca d’Italia.
La possibilità di disporre di un indicatore a livello individuale con la proprietà di replicare, in media, le dinamiche dei tassi di decadimento di sistema, fornisce un potente stimatore del tasso stesso a livello di cluster dimensionale. Attraverso una proporzione è stata quindi ricostruita la serie storica dal 1990 dei tassi di decadimento (TD) per i 64 cluster considerati nel progetto.

Nell’ambito del progetto di ricerca, Cerved e ABI distinguono le società non finanziarie in quattro classi dimensionali, utilizzando i criteri definiti dalla Commissione Europea:

dimensione sofferenze delle imprese

I tassi di decadimento ottenuti alimentano un modello di stima di rischiosità dei prestiti alle imprese con un grado di dettaglio dato dall’intersezione tra i livelli di dettaglio settoriale, territoriale e dimensionale.

I tassi di ingresso in sofferenza per fascia dimensionale

Secondo i dati ufficiali, i tassi di ingresso in sofferenza si sono ridotti, in termini di numero di prestiti, dal 3,8% di settembre 2017 al 3,2% di settembre 2018. Grazie alle stime ABI-Cerved è possibile valutare l’andamento del tasso di ingresso in sofferenza per dimensione delle imprese, distinguendone quindi il settore di appartenenza e la regione.

Secondo le stime, le imprese di minori dimensioni presentano tassi di ingresso in sofferenza più alti rispetto a quelle medio-grandi: per le microimprese nel 2018 sono divenute sofferenze il 2,6% del totale dei prestiti, tra le società di maggiori dimensioni l’1,1%.
In base alle previsioni, i tassi di ingresso di decadimento continueranno a calare anche nel prossimo biennio, avvicinandosi ai livelli pre-crisi, con gap che tenderanno a ridursi.

I tassi di ingresso in sofferenza per settore

Le stime ABI-Cerved consentono di incrociare il dato dimensionale con il settore di appartenenza dell’impresa. Nel 2018 sono diminuiti i tassi di ingresso in sofferenza in tutti i settori economici e per tutte le fasce considerate, ma permangono forti differenze nei livelli: nell’industria, settore con i tassi di ingresso in sofferenza più contenuti, il divario tra micro e grandi imprese è più marcato (+1,6% micro vs grandi), rispetto soprattutto alle costruzioni (+0,5%), il settore dove maggiori sono i tassi di decadimento.

I modelli indicano che nel 2020 i differenziali di rischio tra i settori saranno quasi completamente annullati, con tassi all’1,8-2,1% nell’industria, nell’agricoltura e nei servizi; unica eccezione è rappresentata dalle costruzioni, in cui, nonostante il miglioramento, i tassi rimarranno su livelli storicamente elevati (2,5%).

I tassi di ingresso in sofferenza per area geografica

Dal punto di vista geografico, nel 2018 le stime evidenziano miglioramenti marcati e diffusi, con una tendenza al restringimento dei divari geografici. Nel Mezzogiorno e nelle isole i tassi di ingresso a sofferenza rimangono mediamente più alti, e il gap tra micro e grandi imprese è maggiore (+1,4%); al contrario tra le imprese del Nord il tasso di decadimento è il più basso del paese, e il divario dimensionale minore.

Le previsioni confermano miglioramenti diffusi a tutte le aree anche nel 2019 e nel 2020.


Le stime per cluster

Lo studio dei singoli cluster permette di confrontare l’andamento delle sofferenze delle imprese da molteplici punti di vista.

Ad esempio, è possibile confrontare come variano le sofferenze delle microimprese a seconda del settore e dell’area geografica in cui ha sede l’impresa. I dati evidenziano che nel 2020 in tutti i settori i tassi di ingresso in sofferenza delle società del Mezzogiorno sono significativamente più alti rispetto a quelli registrati dalle imprese del Nord Est, tranne nelle costruzioni, dove invece l’area con i tassi di decadimento più alti è il Centro.

I tassi di decadimento maggiori tra le società edili del Centro sono un fenomeno relativo alle imprese di media e grande dimensione, mentre tra le micro e piccole le maggiori sofferenze si riscontrano nel Sud.