Il giudizio soggettivo che l’analista elabora sulla base della totalità di informazioni acquisite (rating), incluse o meno nello score, può modificare anche in modo consistente la valutazione automatica offerta dallo score, sia in termini migliorativi, sia peggiorativi.

Vediamo un esempio Cerved:

La società Speedy produce veicoli commerciali e prendendo in esame solo i dati quantitativi degli ultimi tre bilanci, eventi negativi e abitudini di pagamento ha uno score pari a 7 che equivale ad un rischio medio/basso di credito.

I dati qualitativi raccolti dagli analisti però denotano che: Speedy realizza il 35% del fatturato con un’azienda italiana a cui fornisce la flotta commerciale e che nell’ultimo anno ha avuto forti difficoltà finanziarie accumulando ritardi nei pagamenti di oltre 60 giorni.

Inoltre nel prossimo anno Speedy potrebbe subire un calo del fatturato nell’export pari al 10% per variazioni normative nei Paesi in cui opera.

L’opinione degli analisti è diversa da quella statistica e attribuisce a Speedy un rating che la porta in un’area di rischio di credito più elevato.

Ma può verificarsi anche uno scenario contrario.

La società Aldente produce pasta e prendendo in esame i bilanci degli ultimi tre anni ha uno score pari a 4. Ne deriva un rischio di credito medio/alto.

I dati qualitativi raccolti dagli analisti mostrano che: Il business plan prevede un rinnovo dei macchinari che porterà ad una notevole riduzione nei costi di produzione.

L’investimento sarà coperto a fondo perduto dal socio di maggioranza. Inoltre nella documentazione fornita dalla società risulta un contratto già firmato di 18 mesi che assorbirà il 45% della produzione complessiva con un’importante catena di distribuzione con un rating molto buono.

In base a questi dati qualitativi, gli analisti attribuiscono ad Aldente un rating che la fa rientrare nell’area solvibilità.