Concedere credito – di natura commerciale, bancaria o finanziaria – espone a un rischio. Come fanno a proteggersi da questo rischio gli istituti finanziari e, più in generale, tutti coloro che gestiscono il rischio di credito con sistemi sofisticati? Con due strumenti: lo score e il rating.

Ad esempio, se una banca deve decidere se concedere una linea di credito o un prestito a un’azienda può utilizzare uno score o un rating. Lo score sè un’analisi quantitativa e automatica basata su modelli statistici che impiegano un’ampia gamma di informazioni storiche sull’impresa valutata come bilanci, settore di appartenenza, abitudini di pagamento.

Il risultato è generalmente un punteggio che, in una scala da 1 a 10,  esprime la probabilità di mancato pagamento (o insolvenza vera e propria) di un soggetto economico. In sostanza lo score scatta un’istantanea di un’azienda utilizzando i dati storici per valutarne il rischio di credito .

Anche il rating esprime una opinione sulla capacità dell’azienda di far fronte puntualmente ai propri impegni ma, rispetto allo score, va oltre i risultati dei modelli statistici con un’accurata valutazione  di analisti specializzati. Questi ultimi, infatti, raccolgono, presso l’azienda in esame, ulteriori dati come ad esempio:business plan, contratti appena stipulati, piano finanziamenti in essere, prospetto centrale rischi, elenco fornitori.

Il rating viene espresso in una scala alfanumerica che  indica i diversi range di probabilità di default.

Lo score, quindi, guarda alla storia passata di un’azienda mentre il rating guarda anche a quella futura e, in presenza di ulteriori dati qualitativi e non, può modificarne la valutazione dello score in negativo o in positivo.

Oggi anche le piccole e le medie imprese possono chiedere a un’agenzia specializzata un rating su se stesse. Con il rating, l’azienda dispone di una valutazione e di un documento, che ne evidenzia punti di forza e di debolezza, utile per capire come è percepita dai finanziatori e, nel caso di un buon giudizio, migliorare la propria reputazione creditizia e ottenere condizioni più vantaggiose sui prestiti bancari e sui crediti commerciali, agevolare accordi o partnership all’estero, favorire la partecipazione a gare e appalti.