Il rischio di credito generato dal portafoglio clienti rappresenta una delle principali cause che possono determinare per l’impresa, soprattutto se medio-piccola, una crisi di liquidità. Nel contesto odierno, caratterizzato da una maggiore severità nel concedere credito da parte delle banche e da condizioni finanziarie più fragili per le imprese, la prevenzione e la gestione adeguata di tale rischio ha assunto una rilevanza centrale nell’ambito del business.

Se sei un Credit Manager e il tuo cliente è costantemente in ritardo con i pagamenti, o addirittura insolvente, puoi avere pesanti ripercussioni sui flussi in entrata. Allo stesso modo, una riduzione dei tempi in cui devi liquidare le fatture ai tuoi fornitori influisce negativamente sui flussi in uscita e, quindi, sulla capacità della tua impresa di generare liquidità per poter rimborsare i debiti.

Quindi, se ottimizzi la gestione del tuo portafoglio clienti in termini di scaduto, performance di pagamento, livello di esposizione, puoi tenere sotto controllo il rischio di credito commerciale.

Un buon credit manager o un buon responsabile amministrativo- finanziario, per gestire il rischio di credito:

  • controlla i crediti scaduti e l’anzianità del credito in scadenza, verificando le abitudini di pagamento e l’ammontare delle uscite monetarie destinate a produrre beni e servizi per i clienti;
  • analizza la distribuzione del portafoglio clienti in base alle condizioni di pagamento negoziate, ai ritardi già maturati e alle performance di pagamento, definendo gli obiettivi di incasso;
  • monitora costantemente il rischio del portafoglio e definisce una efficace credit policy.

Di seguito uno schema che descrive alcune azioni di credit policy che possono essere intraprese a seconda del grado di affidabilità del cliente:

Vediamo ora il rischio legato alle modalità di pagamento:

Infine, le condizioni di pagamento non sono semplici numeri ma definiscono l’ammontare e la durata dell’investimento in credito.

Ecco alcuni elementi che ne determinano l‘ampiezza :

  • il settore merceologico/ mercato di riferimento
  • la tipologia del prodotto /servizio
  • Il comportamento della concorrenza
  • la situazione di rischiosità del cliente

Detto questo sui termini di pagamento, entra in gioco il D.S.O., ovvero ”Days Sales Outstanding”, che è un termine anglosassone  il cui significato è “Giorni totali di esposizione delle vendite”. In sintesi ci dice “quanto tempo si impiega a incassare”.
La conoscenza di questo indice permette all’impresa di poter stabilire strategie sia nei confronti dei fornitori, sia nella gestione della propria liquidità (banche comprese).
Un D.S.O. elevato può portare infatti a necessità di denaro fresco da parte di terzi, oltre che limitare una strategia di crescita dell’azienda.
Sapere nel dettaglio “quando si deve spendere” e “quando si deve incassare” sono informazioni che nessuna azienda può fare a meno di tenere sotto controllo.

Qui di seguito viene proposto un semplice esempio di calcolo del D.S.O.:

La formula utilizzata è:

Crediti/122%*365/Fatturato

Ipotesi di iva al 22%

I crediti vengono divisi per 122% in modo tale da scorporare il valore dell’IVA e renderlo omogeneo con il fatturato al netto IVA.

Esempio:

crediti 157.000

fatturato 850.000

giorni di riferimento 365

D.S.O.= 55,3 giorni

Che tipo di analisi può nascere dallo studio del D.S.O.? Una società deve il più possibile essere rapida nel trasformare i crediti verso la propria clientela in liquidità. Se dal raffronto con il mese precedente, il fatturato degli ultimi 12 mesi è diminuito, si avrà un aumento del D.S.O., il che significa che sono aumentati percentualmente i propri crediti. In modo analogo il D.S.O. si abbasserà con l’aumentare del fatturato degli ultimi 12 mesi rispetto a quello del mese precedente.

Più basso è il D.S.O., minore è il capitale circolante e conseguentemente il rischio di insolvenze da parte dei propri clienti. Se il D.S.O. cresce, maggiori saranno le risorse finanziarie utilizzate dall’azienda per compensare i ritardi di pagamento o nei casi più gravi i mancati pagamenti.

Può verificarsi anche che si stia incassando di meno o di più rispetto al mese precedente, e in tal caso il D.S.O. subisce delle variazioni.

Per abbassare il D.S.O., a livello aziendale si può lavorare sicuramente sui termini di pagamento in fase contrattuale, ma anche sui ritardi di pagamento.

Leggi la Guida CervedAssolombarda: “Come ti valutano le banche e altri finanziatori”

 

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