Organizzazione aziendale. Uno dei pilastri della nuova disciplina fallimentare è costituito dai cd obblighi organizzativi, secondo i quali è “compito dell’imprenditore e/o degli amministratori dotare l’azienda di un adeguato assetto organizzativo finalizzato alla precoce rilevazione della crisi”.

Il concetto di crisi, che non esisteva prima della riforma, è definito dalla riforma della crisi d’impresa come una “situazione di difficoltà economico-finanziaria tale da rendere probabile l’insolvenza”.

In altri termini, per rilevare precocemente la crisi, gli imprenditori devono poter prevedere un’eventuale inadeguatezza dei flussi di cassa prospettici a garantire il regolare adempimento delle obbligazioni pianificate.

Inoltre, la riforma amplia in modo significativo il ruolo dell’organo di vigilanza e controllo che dovrà vigilare sull’operato degli amministratori e riconoscere i fondati indizi della crisi. Questo vale non solo per le 40 mila Spa che già hanno un organo di controllo, ma anche per altre 88 mila Srl che superano alcune soglie definite recentemente (20 dipendenti, 4 milioni di ricavi o di attivo) e che dovranno dotarsi di (almeno) un sindaco.

Per soddisfare la nuova normativa, gli amministratori dovranno quindi predisporre procedure e strutture interne e, se la società ha l’obbligo di dotarsi di un organo di vigilanza, strutturare una stringente condivisione di flussi informativi tra gli amministratori e gli organi di controllo.

Cosa significa nel concreto?

  • Disporre di strumenti di monitoraggio interno, in grado di prevedere in anticipo l’andamento dei flussi economici, in particolare della tesoreria aziendale, per passare da una prospettiva backward looking a una prospettiva forward looking richiesta dalla riforma.
  • Adeguare gli assetti organizzativi aziendali, dal punto di vista delle strutture e delle procedure interne per fornire all’organo di controllo le informazioni necessarie nell’ambito dell’identificazione della crisi.

Per l’azienda e per l’organo di controllo sarà importante saper usare questi nuovi strumenti, in maniera da poter capire il prima possibile se in futuro ci potranno essere degli stati di crisi e quindi agire immediatamente per cercare – con i propri debitori – una via di uscita al problema

Un passaggio non semplice per le società più piccole, spesso abituate a navigare a vista, limitandosi ad affidare la contabilità al commercialista di fiducia. Le imprese  devono infatti dotarsi di software e (idealmente) essere in grado di costruire ed usare dei budget , un piano di tesoreria o di cassa, previsioni annuali.

 

 

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