Quando ti rivolgi alla banca per chiedere un finanziamento, anche se non hai ancora trasmesso nessun documento, esistono una serie di informazioni che sono a disposizione degli istituti di credito e che vengono utilizzati per la valutazione del merito creditizio.

Parliamo di informazioni:

  • quantitative;
  • qualitative;
  • andamentali.

I numeri che contano

Tra le informazioni quantitative che la banca verifica per la valutazione del merito creditizio ci sono i bilanci depositati che, a seconda della dimensione aziendale, oltre alla parte numerica possono contenere altri documenti importanti, obbligatori o non. Parliamo di nota integrativa, relazione sulla gestione, relazione del collegio sindacale, relazione del revisore legale, bilancio sociale, bilancio di sostenibilità, ecc.

Una grande quantità di informazioni che, in alcuni casi, presenta il limite di non essere aggiornata al momento della richiesta del finanziamento: basti pensare che il bilancio viene normalmente depositato da 4 a 6 mesi dopo la chiusura dell’esercizio. Talvolta i bilanci sono anche poveri di informazioni rilevanti. Per esempio se redigi il bilancio in forma abbreviata potrebbe mancare il dettaglio dei crediti e dei debiti e addirittura se sei una micro impresa, a partire dai bilanci 2016, potrebbe mancare tutta la nota integrativa.

La banca può verificare la presenza di protesti e di procedure concorsuali a tuo carico come fallimenti e concordati; può anche consultare la tua visura camerale, il documento ufficiale che rappresenta il punto di partenza per qualsiasi indagine conoscitiva sull’impresa e per la valutazione del merito creditizio. In essa troverà i dati anagrafici della tua azienda, l’oggetto sociale, i nominativi dei soci e degli amministratori, la data d’inizio dell’attività, l’indirizzo della sede e delle unità locali e altre informazioni che difficilmente riescono a rappresentare in modo esaustivo e personale la tua azienda.

Cosa si dice su di te

L’istituto di credito può reperire anche informazioni qualitative, per esempio, dal tuo sito internet o dalle tue brochure commerciali, o da altri data-base che raccolgono informazioni sulle tue abitudini di pagamento. Ma anche queste notizie potrebbero essere datate o in aggiornamento e comunque non potranno mai essere complete in quanto descrivono solo una piccola parte dell’azienda e non contengono previsioni o indicazioni sul futuro.

 Il tuo rapporto con il sistema bancario

Infine, la banca generalmente consulta le informazioni di carattere andamentale che riguardano i tuoi rapporti con il sistema bancario, la movimentazione dei tuoi conti, l’effettivo utilizzo dei fidi. Un’ulteriore informazione che la banca può avere a disposizione se sei già un suo cliente o se l’hai formalmente autorizzata a richiederla (ad esempio, per l’avvio delle procedure di apertura di un nuovo rapporto) proviene dalla Centrale Rischi: un sistema informativo che monitora l’andamento dell’indebitamento che persone fisiche e giuridiche hanno nei confronti di banche e società finanziarie e che contribuisce a determinare e mantenere aggiornato il tuo profilo di rischio, rilevando come vengono utilizzati gli affidamenti concessi.

Come funziona? Le banche comunicano alla fine di ogni mese a  Banca d’Italia l’aggiornamento delle tue singole posizioni. Quest’ultima le raccoglie, le rielabora e restituisce mensilmente le informazioni sul debito totale verso il sistema creditizio agli intermediari. Le informazioni trasmesse da Banca d’Italia sono aggiornate normalmente a 2 mesi prima rispetto a quello in cui viene fatta la richiesta: quindi se si guarda la Centrale Rischi a settembre, si avrà la posizione fino a luglio. Per conoscere e monitorare la tua Centrale Rischi puoi chiederla ad una banca presso cui hai degli affidamenti oppure, per averla il più completa possibile, puoi richiederla direttamente a Banca d’Italia tramite PEC.

Il nostro consiglio è quello di tenere sempre sotto controllo la Centrale Rischi, in modo da capire se stai utilizzando in maniera corretta i tuoi affidamenti o se hai superato il limite concesso: in quest’ultimo caso potresti avere dei problemi ad ottenere nuovo credito. Le informazioni della Centrale Rischi ti sono utili anche per monitorare il grado di fiducia del sistema bancario nei tuoi confronti e per avere una gestione proattiva dei rapporti creditizi.

Tutte queste informazioni che la banca ha a sua disposizione possono non essere sufficienti per una rappresentazione completa e puntale della tua azienda. Ecco allora che diventa importante avere uno strumento di comunicazione volontaria che comprenda tutte le informazioni qualitative, quantitative e andamentali rilevanti e che faciliti la comprensione della tua azienda anche a chi non conosce il tuo business come te.

Che reputazione hai sul mercato?

Credibilità e trasparenza aiutano le imprese ad essere visibili in un mercato finanziario in rapida evoluzione, che favorisce le imprese in grado di autovalutarsi, di individuare i propri fabbisogni e di presentarsi in modo appropriato ai terzi finanziatori per la valutazione del merito creditizio. Ti sei domandato che reputazione hai sul mercato? Clienti, fornitori e più in generale i terzi finanziatori si chiedono se sei affidabile, e tu cosa fai per dimostrarlo? Prima negli Stati Uniti e, in seguito, in altri paesi sono nati dei sistemi che misurano la reputazione aziendale e che sono utilizzati in modo proficuo dalle imprese. Il tema della reputazione è fortemente innovativo per l’Italia e Cerved l’ha introdotto in Europa tramite la piattaforma di gestione della reputazione aziendale Credibility.

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valutazione del merito creditizio