Il D.L.gs. n. 14/2019 detta varie norme di coordinamento del Codice della crisi e dell’insolvenza con il codice civile specificamente riguardanti l’ambito societario, in attuazione dei criteri di cui all’art. 14 della legge delega.

Tale articolo prevedeva infatti che il Governo, nell’esercizio della delega di cui all’articolo 1, procedesse alle modifiche di alcune norme del codice civile, in particolare prevedendo:

  1. a) l’applicabilità dell’articolo 2394 alle società a responsabilità limitata e l’abrogazione dell’articolo 2394-bis;
  2. b) il dovere dell’imprenditore e degli organi sociali di istituire assetti organizzativi adeguati perla rilevazione tempestiva della crisi e della perdita della continuità aziendale, nonché’ di attivarsi per l’adozione tempestiva di uno degli strumenti previsti dall’ordinamento per il superamento della crisi e il recupero della continuità aziendale;
  3. c) l’assoggettamento alla procedura di liquidazione giudiziale come causa di scioglimento delle società di capitali ai sensi dell’articolo 2484;
  4. d) la possibilità di sospensione dell’operatività della causa di scioglimento di cui all’articolo 2484, primo comma, numero 4), e all’articolo 2545-duodecies, nonché degli obblighi posti a carico degli organi sociali dagli articoli 2446, secondo e terzo comma, 2447, 2482-bis, quarto, quinto e sesto comma, 2482-ter e 2486, in forza delle misure protettive previste nell’ambito delle procedure di allerta e di composizione assistita della crisi, degli accordi di ristrutturazione dei debiti e di regolazione concordata preventiva della crisi;
  5. e) i criteri di quantificazione del danno risarcibile nell’azione di responsabilità promossa contro l’organo di amministrazione della società fondata sulla violazione di quanto previsto dall’articolo 2486;
  6. f) l’applicabilità delle disposizioni dell’articolo 2409 alle società a responsabilità limitata, anche prive di organo di controllo;
  7. g) l’estensione dei casi in cui è obbligatoria la nomina dell’organo di controllo, anche monocratico, o del revisore, da parte della società a responsabilità limitata, in particolare prevedendo tale obbligo quando la società per due esercizi consecutivi ha superato almeno uno dei seguenti limiti: 1) totale dell’attivo dello stato patrimoniale: 2 milioni di euro; 2) ricavi delle vendite e delle prestazioni: 2 milioni di euro; 3) dipendenti occupati in media durante l’esercizio: 10 unità;
  8. h) che, se la società a responsabilità limitata, in tutti i casi in cui è obbligata per legge, non nomina l’organo di controllo o il revisore entro il termine previsto dall’articolo 2477, quinto comma, il tribunale provveda alla nomina, oltre che su richiesta di ogni interessato, anche su segnalazione del conservatore del registro delle imprese;
  9. i) che l’obbligo di nomina dell’organo di controllo o del revisore cessi, per la società a responsabilità limitata, quando per tre esercizi consecutivi non è superato alcuno dei limiti di cui alla lettera g).

In attuazione di tali principi la parte II del Codice della Crisi si compone di 10 articoli (artt. 374 – 384) che, con l’unica eccezione dell’art. 376 relativo al rapporto di lavoro, intervengono sulle disposizioni dettate dal codice civile in tema di impresa e, stante il disposto dell’art. 389, si distinguono in:

  • – disposizioni di immediata attuazione, con entrata in vigore il trentesimo giorno successivo alla pubblicazione del Codice in Gazzetta Ufficiale e quindi il 16 marzo 2019 (cfr. artt. 375, 377, 378,379);
  • – altre disposizioni, con entrata in vigore decorsi 18 mesi dalla pubblicazione del Codice in Gazzetta Ufficiale (cfr. artt. 380, 381, 382, 383,384).

Le norme di immediata applicazione sono quelle che riguardano gli assetti organizzativi dell’impresa, la responsabilità degli amministratori e la nomina degli organi di controllo ed è quindi da queste che inizierà la nostra analisi.

Gli assetti organizzativi dell’impresa

L’art. 375, rubricato “assetti organizzativi dell’impresa”, ha modificato l’art. 2086 c.c.. Le modifiche hanno inciso sia sulla rubrica dell’art. 2086 c.c. (in precedenza “Direzione e gerarchia nell’impresa” ora “Gestione d’impresa”), sia sul contenuto della norma.
Alla disposizione codicistica, infatti, è stato aggiunto un secondo comma, a mente del quale l’imprenditore, che operi in forma societaria o collettiva, ha il dovere di: (i) istituire un assetto organizzativo, amministrativo e contabile adeguato alla natura e alla dimensione dell’impresa funzionale alla rilevazione tempestiva della crisi dell’impresa e della perdita di continuità aziendale; (ii) attivarsi tempestivamente per l’adozione degli strumenti previsti dall’ordinamento per il superamento della crisi e il recupero della continuità aziendale.

La norma impone, quindi, la definizione di un complesso di strumenti e procedure organizzative idonee a rilevare la crisi prima che questa si materializzi nella sua irreparabilità, imponendo – inoltre – di attivarsi immediatamente ai primi segnali di questa. Si tratta, in sintesi, di rafforzare i sistemi di controllo interno, orientandoli al recepimento delle difficoltà economiche-finanziarie prima che queste sfocino in un vero e proprio stato di insolvenza.

Inutile dire che i concetti di “crisi” e di “strumenti per il superamento della crisi” sono quelli previsti dal Codice e sui quali ci siamo già intrattenuti. Ciò che è importante sottolineare è che, da una parte, l’obiettivo della emersione anticipata della crisi, sul quale si fonda tutta la Riforma, doveva necessariamente passare per una rilettura delle norme dettate dal Codice Civile in ambito societario posto che l’imprenditore deve dotarsi di strumenti che consentano la rilevazione tempestiva della crisi (e tale adozione non può essere rimessa alla semplice buona volontà dell’imprenditore stesso…) e che, dall’altro, era ed è pacifico che sarebbe occorso del tempo perché tali modifiche potessero essere effettivamente recepite.

Da qui, tra le altre, le ragioni di una ratio legis così lunga: il legislatore ha voluto prima imporre alle imprese gli obblighi in tema di assetti organizzati e solo in un secondo momento – nella speranza che i 18 mesi della vacatio legis siano sufficienti – far entrare in vigore le norme relative all’allerta e alla composizione assistita della crisi.

Un’ultima precisazione: l’assetto organizzativo delineato dal novellato art. 2086 c.c. è esteso dall’art. 377 del Codice a tutti i tipi di società, sia di persone che di capitali.

In questa prospettiva sono state quindi modificate le seguenti norme del codice civile: artt. 2409novies c.c. e 2380bis c.c. per le società per azioni; art. 2475 c.c. per le società a responsabilità limitata; e art. 2257 c.c. per le società di persone.

Luciana Cipolla – l.cipolla@lascalaw.com

Partner di La Scala Società tra Avvocati e Direttore Editoriale di IusLetter

 

1° pillola: Le linee guida della riforma

2° pillola: Le procedure di allerta e gli indicatori della crisi

3° pillola :Il procedimento di allerta davanti all’OCRI e il procedimento di composizione assistita della crisi

4°pillola:Il procedimento unitario di regolazione della crisi e dell’insolvenza

5°pillola: La liquidazione giudiziale e gli organi della procedura

6° pillola:La liquidazione giudiziale e gli effetti per il debitore e i creditori

7° pillola: La liquidazione giudiziale, gli effetti sugli atti pregiudizievoli ai creditori e ai rapporti pendenti

8° pillola:L’accertamento del passivo

9°pillola: La liquidazione dell’attivo e il riparto

10°pillola: La chiusura della liquidazione giudiziale. Il concordato nella liquidazione giudiziale

11°pillola:Il concordato preventivo e i principi della riforma. Alcuni numeri

12°pillola: Natura e finalità del concordato preventivo

13°pillola:I requisiti per la procedura di accesso al concordato preventivo

14°pillola:Il contenuto del piano concordatario. Gli effetti della presentazione della domanda di concordato preventivo. I contratti pendenti

15° pillola:I crediti prededucibili nel concordato preventivo

16°pillola:Il voto nel concordato preventivo. L’omologazione

17°pillola:I piani di risanamento

18°: Gli accordi di ristrutturazione dei debiti

19° pillola: La direttiva UE n. 172 del 20 giugno 2019 in tema di ristrutturazione preventiva ed esdebitazione

20° pillola: L’esdebitazione

21°pillola:Le procedure di composizione della crisi da sovraindebitamento

22°pillola:L’insolvenza di gruppo

23°pillola:La liquidazione coatta amministrativa

 

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