Come noto, con la legge n. 3/2012 (detta anche “legge salva suicidi”), modificata dal D.L. n. 179/2012 convertito in legge n. 221/2012, è stata introdotta anche in Italia, in linea con quanto accadeva nei Paesi comunitari, uno strumento per l’esdebitazione dei consumatori e delle piccole imprese non assoggettabili al fallimento.

Si tratta di uno strumento che non ha avuto grande successo per una pluralità di ragioni tra le quali la ritenuta eccessiva farraginosità della stessa, i relativi costi e, non ultima, la circostanza per la quale fosse ancora centrale il requisito della meritevolezza, da anni eliminato invece per altre procedure concorsuali quali il concordato preventivo.

L’istituto è stato quindi rivisto nell’ambito del Codice della Crisi per tentare di incentivare, sempre in un’ottica comunitaria, il ricorso allo stesso. Vedremo poi se, e in che modo, saranno necessarie ulteriori modifiche alla luce della Direttiva europea 2019/1023 di cui si è fatta menzione nella Pillola n.19.

Le procedure previste nel Codice sono:

  • – il piano di ristrutturazione dei debiti, riservato al consumatore che si caratterizza per l’assenza di un procedimento volto ad acquisire il consenso dei creditori (che quindi, pur potendo presentare osservazioni, non votano nella misura in cui il procedimento mira a tutelare interessi di natura “sociale” ritenuti superiori a quelli dei creditori) e in caso di revoca dell’omologazione e su istanza del debitore, è convertito dal giudice nella liquidazione controllata. Solo nel caso in cui la revoca faccia seguito ad atti di frode o a inadempimento l’istanza stessa può essere proposta anche dai creditori o dal pubblico ministero.

Per poter accedere a tale procedura il consumatore, in stato di crisi o di insolvenza, deve essere meritevole vale a dire non deve aver determinato la situazione di sovraindebitamento con grave colpa, frode o mala fede.

È previsto l’intervento necessario dell’OCC (organismo di composizione della crisi, da non confondere con l’OCRI).

Con particolare riguardo ai contratti di mutuo il Codice prevede che il piano possa prevedere “il rimborso, alla scadenza convenuta, delle rate a scadere del contratto di mutuo garantito da ipoteca iscritta sull’abitazione principale del debitore se lo stesso, alla data di deposito della domanda, ha adempiuto le proprie obbligazioni o se il giudice lo autorizza al pagamento del debito per capitale, interessi scaduti a tale data”. Ciò all’evidente fine di favorire l’accesso del consumatore alle procedure di sovraindebitamento.

  • – il concordato minore, riservato al professionista, all’impresa minore, all’imprenditore agricolo e alle start–up innovative che sostituisce l’accordo di composizione della crisi e che, in caso di revoca dell’omologazione o di risoluzione e su istanza del debitore è convertita dal giudice nella liquidazione controllata. Solo nel caso in cui la revoca faccia seguito ad atti di frode o a inadempimento l’istanza stessa può essere proposta anche dai creditori o dal pubblico ministero.

Si tratta di un concordato preventivo semplificato tanto è vero che, per quanto non espressamente disciplinato, è previsto un rinvio proprio alle norme sul concordato preventivo.

Il concordato può prevedere la prosecuzione o meno dell’attività imprenditoriale o professionale svolta, ricorrendo eventualmente a risorse esterne. Anche per tale procedura è previsto il requisito della meritevolezza che dovrà essere indagata in una relazione redatta dall’OCC che valuterà altresì la diligenza posta in essere dal debitore nell’assumere le obbligazioni.

Per tale procedura è prevista la votazione dei creditori come nel concordato preventivo con la differenza che il silenzio equivale ad assenso;

  • – la liquidazione controllata del debitore che sostituisce la liquidazione dei beni e che è sostanzialmente una liquidazione giudiziale semplificata riservata al consumatore, professionista, imprenditore minore, imprenditore agricolo e start-up innovative e ad ogni altro debitore non assoggettabile alla liquidazione giudiziale che si trovi in stato di crisi o di insolvenza.

I soggetti legittimati a chiedere, con ricorso, l’apertura di tale procedura sono: il debitore stesso, i creditori o il P.M.

È previsto l’intervento obbligatorio dell’OCC che, in persona del gestore della crisi, deve predisporre una relazione da allegare al ricorso, in cui è esposta una valutazione sull’attendibilità della documentazione presentata dal debitore e un’analisi della sua situazione economico finanziaria dalla quale deve risultare la sussistenza dello stato di crisi o di insolvenza.

Il debitore viene spossessato dei suoi beni e viene nominato un liquidatore che ha il compito di effettuare la liquidazione del patrimonio del debitore, con l’obbligo di riferire al giudice ogni sei mesi.

Al liquidatore è affidata altresì la fase del riparto.

L’ulteriore novità è data poi dalle procedure familiari e collegate: per i membri di una stessa famiglia (parenti sino al quarto grado e affini entro il secondo), per i soggetti legati da unione civile ed i conviventi   è possibile la presentazione di un unico progetto di risoluzione della crisi da sovraindebitamento. Questo non comporta la confusione delle masse, attive e passive, che restano separate.

È espressamente previsto che anche i soci illimitatamente responsabili siano equiparati al consumatore e possano accedere alla procedura di sovraindebitamento per debiti estranei a quelli sociali purché non arrechino pregiudizio ai creditori sociali.

Luciana Cipolla – l.cipolla@lascalaw.com

Partner di La Scala Società tra Avvocati e Direttore Editoriale di IusLetter

 

1° pillola: Le linee guida della riforma

2° pillola: Le procedure di allerta e gli indicatori della crisi

3° pillola :Il procedimento di allerta davanti all’OCRI e il procedimento di composizione assistita della crisi

4°pillola:Il procedimento unitario di regolazione della crisi e dell’insolvenza

5°pillola: La liquidazione giudiziale e gli organi della procedura

6° pillola:La liquidazione giudiziale e gli effetti per il debitore e i creditori

7° pillola: La liquidazione giudiziale, gli effetti sugli atti pregiudizievoli ai creditori e ai rapporti pendenti

8° pillola:L’accertamento del passivo

9°pillola: La liquidazione dell’attivo e il riparto

10°pillola: La chiusura della liquidazione giudiziale. Il concordato nella liquidazione giudiziale

11°pillola:Il concordato preventivo e i principi della riforma. Alcuni numeri

12°pillola: Natura e finalità del concordato preventivo

13°pillola:I requisiti per la procedura di accesso al concordato preventivo

14°pillola:Il contenuto del piano concordatario. Gli effetti della presentazione della domanda di concordato preventivo. I contratti pendenti

15° pillola:I crediti prededucibili nel concordato preventivo

16°pillola:Il voto nel concordato preventivo. L’omologazione

17°pillola:I piani di risanamento

18°: Gli accordi di ristrutturazione dei debiti

19° pillola: La direttiva UE n. 172 del 20 giugno 2019 in tema di ristrutturazione preventiva ed esdebitazione

20° pillola: L’esdebitazione

 

Fai la differenza e accresci le tue competenze sulla gestione del credito e sulle strategie di Marketing & Sales.

Scopri tutti i percorsi formativi Cerved Academy