La fase di peggioramento dei pagamenti dovuta al Covid è rapidamente rientrata: con la ripresa economica la situazione si è normalizzata migliorando nei primi nove mesi del 2021 anche rispetto al periodo pre Covid sia in termini di abitudini di pagamento che di puntualità.

Nonostante ciò permane una forte attenzione e prudenza da parte dei fornitori, nella concessione di credito commerciale – soprattutto nei confronti delle società con minore dimensione – che optano per scadenze di pagamento più brevi.

E’ questa la situazione dei pagamenti delle aziende italiane analizzate nell’Osservatorio pagamenti del terzo trimestre 2021 e raccolte in PayLine, il database di Cerved, con oltre tre milioni di imprese, che costituisce un termometro puntuale per monitorare le condizioni di liquidità del nostro tessuto produttivo.

Andamento generale

Dopo una lunga fase di calo, che durava dal 2012, i mancati pagamenti delle imprese italiane si sono impennati nel secondo trimestre 2020, durante il primo lockdown. Con la ripresa economica, nel terzo trimestre 2021, il livello risulta ampiamente sotto il pre-Covid, riprendendo il cammino di discesa interrotto. 

La quota di fatture non pagate rispetto a quelle scadute e in scadenza è passata (in termini di valore), dal 13,8% del terzo trimestre 2019 al 17,7% del secondo trimestre 2020 tornando ai livelli del 2015, per poi calare fino a settembre 2021 (10,5%) raggiugendo il proprio minimo.

I primi nove mesi del 2021 sono caratterizzati da una forte prudenza di chi concede credito commerciale che determina scadenze in fattura più stringenti: è ai massimi la quota di imprese che devono saldare le fatture entro 30 giorni, pari al 51,2% rispetto al 45,9% dello stesso periodo del 2019.

Le imprese che pagano puntualmente raggiungono il loro massimo al 53,6% e quelle che saldano con oltre 60 giorni di ritardo, dopo il peggioramento del secondo trimestre 2020 (8,1%), tornano nei primi 9 mesi del 2021 sotto i livelli pre Covid (5,8% vs 5%).

Le tempistiche di liquidazione delle fatture si portano a 67,3 giorni ai minimi dal 2012, in calo di 4,2 giorni rispetto al terzo trimestre del 2019, ciò dovuto parallelamente a una contrazione dei tempi concordati e dei ritardi medi.

Andamento dimensionale

L’analisi certifica che la rigidità nelle scadenze e la prudenza dei fornitori aumenta al diminuire della dimensione aziendale, ciò dovuto al minor potere negoziale dei clienti meno strutturati.

Il 51,4% delle micro imprese devono saldare le fatture entro 30 giorni (in aumento di 4,2 punti percentuali rispetto allo stesso periodo del 2019); la quota scende al 25,4% tra le PMI (+1,6 p.p.) e al 12,5% tra le grandi imprese.

A settembre del 2021 la quota di imprese che pagano a scadenza tocca il 53,7% (52,3% nel 2019) per le micro, il 43,6% (40,7%) per le PMI e l’11,6% (10,3%) per le grandi. L’incidenza di micro imprese che salda oltre i 60 giorni di ritardo scende al 5%, al 3,3% per le PMI e al 3,6% per le grandi.

Andamento settoriale

Finalmente dopo oltre un anno e mezzo anche nei settori più colpiti dal Covid (calo del fatturato superiore al 20% tra 2020 e 2019) si osserva un miglioramento nel corso del 2021 che, a settembre, si concretizza in un ritorno dei mancati pagamenti sotto i livelli pre-pandemici.

Dopo il picco toccato a maggio 2020 (58,9%, 44,7% sul totale delle PMI) e il nuovo aumento a dicembre (43,5%) la situazione migliora fino a settembre 2021 quando la quota torna sotto i livelli pre Covid (31,7% vs 25,3%) .

Di 230 settori considerati solo 10 presentano ancora livelli di mancati pagamenti significativamente distanti dai livelli pre Covid (gennaio 2020): trasporti pubblici, istituti di bellezza e servizi educativi mostrano aumenti superiori ai 10 punti percentuali.

Andamento territoriale

In tutto il territorio italiano si registra un netto miglioramento delle abitudini di pagamento delle aziende, ma le differenze che intercorrono tra Nord e Centro-Sud permangono, sia in termini di tempistiche e puntualità sia rispetto all’incidenza dei mancati pagamenti.

Tra le prime 10 regioni per mancati pagamenti 6 sono del Mezzogiorno e 3 del Centro: in Sicilia e nel Lazio il valore delle partite non pagate supera il 15%. Sono le aziende siciliane quelle più ritardatarie nei pagamenti, mediamente quasi di 20 giorni: una su 10 paga addirittura dopo 60 giorni dalla scadenza.