L’Osservatorio descrive l’andamento delle imprese italiane in base all’andamento delle principali voci di conto economico e di stato patrimoniale tratte dai bilanci delle imprese.

Qui è possibile scaricare l’ultimo numero dell’Osservatorio.

Di seguito i numeri precedenti dell’Osservatorio:

Osservatorio sui bilanci 2017

Osservatorio sui bilanci 2016

Osservatorio sui bilanci 2015

Osservatorio sui bilanci 2014

Osservatorio sui bilanci 2013

Osservatorio sui bilanci 2012

 

La base dati Cerved sui bilanci

Cerved dispone della più ampia base dati dei bilanci delle imprese italiane. Questo database è costituito dall’universo dei bilanci delle società di capitale a partire dal 1995 (da quando è stato istituito il Registro delle Imprese) e da quelli delle principali società italiane raccolti dalla Centrale dei Bilanci (società consortile della banche italiane poi confluita in Cerved) dal 1982 (circa 80 mila bilanci l’anno).

Ogni anno Cerved integra questo database con i nuovi documenti contabili che tutte le società di capitale, secondo quanto stabilito dal Codice Civile, hanno l’obbligo di depositare in Camera di Commercio attraverso il Registro delle Imprese. In base alle norme, il bilancio deve essere approvato entro 120/180 giorni dalla data di fine esercizio e l’amministratore ha tempo 30 giorni per provvedere al deposito nella Camera di Commercio competente.

Di fatto, i bilanci sono resi disponibili da Infocamere in un periodo che di norma va da aprile fino a novembre dell’anno successivo rispetto a quello di esercizio, con un numero particolarmente consistente di documenti caricati nei database tra giugno e agosto.

Il report è pubblicato in estate, quando un numero elevato di documenti (in genere oltre 100 mila) sono già stati depositati. Una seconda edizione del report è eventualmente pubblicata alla fine della ‘campagna bilanci’, (alla fine dell’anno) quando il campione analizzato è vicino all’universo dei documenti depositati presso le Camere di Commercio (sono esclusi solo quelli depositati con grave ritardo dalle imprese).

 

Le statistiche presentate nell’Osservatorio

Nell’ambito dell’Osservatorio sono considerate decine di indicatori per sintetizzare l’evoluzione dei conti economici e dello stato di salute finanziaria delle imprese italiane.

Questi indicatori sono elaborati sul campione chiuso di società con ricavi di almeno 500 mila euro che hanno depositato il bilancio al momento dell’analisi e che dispongono di bilanci negli anni precedenti. In altri termini, l’Osservatorio –  non considerando le newco e le imprese uscite dal mercato – descrive le performance delle imprese rimaste sul mercato e non riflette gli effetti di cambiamenti nel numero e nella composizione delle società italiane.

Gli indicatori sono calcolati in due modalità:

  • sulla base dei bilanci somma delle società analizzate
  • come mediane, considerando quindi il valore che separa il 50% delle società con valore più basso dell’indicatore da quelle con valore più alto

Mentre i bilanci somma sono fortemente influenzati dalle società di maggiore dimensione, con valori più ‘pesanti’, le mediane riflettono maggiormente i risultati delle società più piccole, che sono più numerose. Nelle elaborazioni estive dell’Osservatorio, in cui si prendono in considerazione i primi bilanci depositati, gli indicatori sono considerati soprattutto in termini di mediane, più ‘stabili’ rispetto all’ingresso di nuovi bilanci e maggiormente indicative dei risultati che si ottengono alla fine della campagna dei bilanci.

 

I bilanci del 2018

Dall’analisi dei primi 173 mila bilanci depositati dalle società italiane a giugno 2019 emerge una decelerazione della crescita dei conti economici accompagnata dalla tenuta degli indici di sostenibilità finanziaria.

Nel 2018 i fatturati sono cresciuti del 3,6%, a un tasso inferiore di oltre un punto rispetto all’anno precedente. Il calo dei costi esterni, particolarmente significativo nel caso delle materie prime, non ha comunque impedito una frenata anche del valore aggiunto (+3,9% contro il 4,6% dell’anno precedente). Nel 2018 è in peggioramento la redditività lorda delle imprese, con un incremento della quota di imprese con margini lordi in negativo. In leggera discesa anche la redditività netta, che rimane comunque superiore ai livelli pre-crisi: il ROE, indice che sintetizza il ritorno atteso per gli investitori, è passato dal 10,3% del 2017 al 10,2% del 2018, in lieve calo ma ancora più di mezzo punto percentuale più del 2007 (9,6% nel 2007).

Tra 2017 e 2018, i debiti finanziari delle imprese sono rimasti stabili (+0,0% secondo i bilanci aggregati) arrestando il trend di aumento degli ultimi anni (4,4% tra 2016 e 2017; 6,5% tra 2015 e 2016), anche se i valori mediani continuano a far registrare un calo (-3,3% tra 2017 e 2018). A livello di dimensione di impresa, l’ammontare dei finanziamenti risulta in calo tra le microsocietà (-3%) e le grandi imprese (-1,3%), mentre prosegue la crescita dell’indebitamento tra le PMI (+3,8% per le piccole e 4,2% per le medie). In termini mediani il calo riguarda invece tutte le fasce dimensionali, con percentuali particolarmente elevante per le microimprese (-5,2%).

La sostenibilità dell’indebitamento ha proseguito comunque il suo miglioramento, con un’ulteriore discesa del peso dei debiti finanziari sul capitale netto (dal 49,9% del 2017 al 46,9% del 2018) e una riduzione degli oneri finanziari sul Mol (dal 20,2% del 2017 al 16,8% del 2018). Maggiore solidità che è favorita anche dall’andamento positivo dei flussi di cassa e dalla minore incidenza degli oneri finanziari, grazie alle conseguenze positive dei bassi tassi di interesse.