I dati sui bilanci delle nuove società di capitale (newco) sono uno strumento utile per cogliere indicazioni sulle capacità di sopravvivenza delle nuove imprese che si affacciano sul mercato. In particolare, in questa analisi di Cerved,  si considerano come ‘sopravvissute’ le società che dopo l’iscrizione realizzano ricavi e quindi sono già attive sul mercato.

Osservando l’andamento dei tassi di sopravvivenza a tre anni dalla nascita, è possibile riscontrare come gli effetti negativi della crisi economica abbiano influito in maniera particolarmente significativa sulla tenuta delle nuove società in termini di capacità di radicarsi sul mercato e produrre ricavi. Tuttavia, dopo il consistente calo del numero di imprese sopravvissute cha ha caratterizzato il 2015 (-9,8%), i dati del 2016 (relativi alle imprese iscritte nel 2013, ovvero l’ultima coorte disponibile per cui è possibile calcolare il tasso di sopravvivenza a tre anni) evidenziano una significativa inversione di tendenza sia in termini assoluti che di quota di imprese che agiscono sul mercato. Nel 2016 le nuove società che hanno realizzato ricavi hanno superato quota 33 mila (+15,6% in termini assoluti rispetto all’anno precedente), raggiungendo il numero più alto degli ultimi 3 anni, mentre il tasso di sopravvivenza del totale delle nuove nate è aumentato di 1,7 punti percentuali rispetto al 2015 toccando quota 46,3%.

Distinguendo in base alla forma giuridica delle nuove imprese, si può osservare come l’andamento dei tassi di sopravvivenza delle società ‘tradizionali’ ritorni a crescere (dal 45,3% del 2015 al 49,9% del 2016). Le Srl semplificate costituite per le prime due coorti (nate nel 2012 e 2013), e per cui è possibile calcolare i tassi di sopravvivenza a tre anni, evidenziano valori decisamente più bassi, ma crescenti tra 2015 e 2016.

I tassi di sopravvivenza a un anno consentono di ampliare l’analisi anche alle nate nel 2014 e nel 2015. In questo caso, la crescita in termini assoluti del 2016 (+ 6,2% rispetto al numero di sopravvissute del 2015) è stata accompagnata da un netto declino dei tassi di sopravvivenza (dal 51,3% del 2015 al 49,9% del 2016). In particolare, i tassi di sopravvivenza a un anno tendono progressivamente a calare dopo il 2012 (61,4%), in coincidenza di un forte incremento demografico determinato dall’introduzione delle Srl semplificate e dal loro crescente peso sul totale delle nuove nate. Come si può notare dai grafici, le Srl semplificate sono caratterizzate da tassi di sopravvivenza nettamente inferiori rispetto alle nuove società ‘tradizionali’ che tendono ad incidere  sull’andamento dei tassi di sopravvivenza complessivi riferiti al totale delle nuove nate.

Simili risultati suggeriscono che tra gli effetti della crisi economica vi sia stata un’accelerazione dei tempi di selezione competitiva del mercato nei confronti delle nuove imprese meno attrezzate. In questo contesto, la gran parte delle newco non competitive esce dal mercato nel corso del primo anno di vita.

I dati relativi al numero di addetti e al fatturato aggregato generato dalle nuove società di capitale offrono evidenze sul contributo economico delle newco al sistema economico. Nel 2016 le nuove società di capitale generano nel complesso un fatturato di circa 21 miliardi, un dato inferiore ai valori pre-crisi (circa 33 miliardi nel 2008) anche se in crescita dell’1,8% rispetto all’anno precedente. Di pari passo, il numero di addetti impiegati nelle nuove società raggiunge quota 172 mila, un valore ancora lontano dai livelli pre-crisi (188 mila addetti nel 2007) ma in netto incremento rispetto al 2015 (+3,4%).

La crescita complessiva del fatturato e del numero di addetti delle newco sono associati ad una riduzione della dimensione delle nuove nate: il valore mediano del fatturato si riduce da 130.170 a 126.236 tra 2014 e 2016, il numero medio di addetti da 2,28 a 2,11.

I dati relativi alle nuove imprese che hanno in bilancio oneri finanziari offrono alcune evidenze sui crediti concessi dalle banche alle nate. Nel 2016 il numero di newco con oneri finanziari si consolida intorno alle 40 mila unità, a livelli inferiori rispetto al dato del 2008 (47 mila nuove società finanziate), ma in netto aumento rispetto ai valori che avevano caratterizzato il credit crunch negli anni successivi alla crisi (nel 2013 le newco finanziate dalle banche sono 34 mila). Tuttavia, dai dati emerge che la quota di nuove nate che ottengono crediti dal sistema bancario continua a calare raggiungendo il 45% nel 2016. Un simile trend è probabilmente legato all’imposizione di criteri più restrittivi sulla concessione del credito da parte delle banche ed al maggior peso delle Srl semplificate, caratterizzate mediamente da basse dotazioni di capitale e liquidità, nella struttura delle nuove nate.

I dati relativi al numero di nuove società che nei primi anni di vita riescono a superare le soglie di piccola e media impresa (almeno 10 addetti, 2 milioni di euro di giro di affari o attivo) confermano il quadro delineato in precedenza in riferimento ai tassi di sopravvivenza. A partire dal 2015, si riscontra una tendenza positiva nel numero di nuove società che diventano PMI ad un anno dalla nascita. Tale miglioramento si consolida ulteriormente nel 2016, che vede un marcato aumento delle newco che diventano piccole (3.374, con un incremento dell’8,3%) e medie (425, con un incremento dell’8,1%). Questa dinamica si rivela ancora più consistente per le newco che diventano PMI a tre anni dalla nascita, con un incremento del 21,7% nel passaggio da nuova a piccola (3.628 società) e dell’8,4% nel passaggio da nuova a media (400).

Leggi l’analisi completa nel Rapporto Cerved PMI 2018.