Acque Bresciane si occupa della gestione sostenibile del Servizio Idrico Integrato, costituito dall’insieme dei servizi pubblici di captazione, adduzione e distribuzione di acqua ad usi civili, di fognatura e depurazione delle acque reflue nel territorio dei Comuni della Provincia di Brescia. Ad oggi gestisce il servizio in 94 Comuni per oltre 560.000 abitanti serviti. Acque Bresciane sviluppa il proprio servizio in modo sostenibile nel rispetto dell’economicità della gestione del servizio idrico integrato all’interno di un mercato regolato.

Abbiamo intervistato il Dr. Francesco Esposto, responsabile sostenibilità e innovazione di Acque Bresciane Srl, la cui mission è garantire un accesso all’acqua nel pieno rispetto della sostenibilità per un equilibrio ambientale presente e futuro.

Perché le tematiche di sostenibilità sono per voi importanti e in quale modo impattano sul vostro business?

Acque Bresciane si occupa della gestione del ciclo idrico e quindi della risorsa acqua che è un bene primario e prezioso. La società non può quindi prescindere dalla sostenibilità che è già presente nel suo DNA per l’attività svolta.

Il tema dei cambiamenti climatici, della siccità, che in parte vediamo anche sul nostro territorio, degli eventi calamitosi come eccessive precipitazioni, incidono sulla gestione operativa del nostro servizio perché quotidianamente i nostri operativi devono garantire l’acqua potabile a tutti i cittadini dei territori gestiti.

L’Italia ha delle reti idriche molto obsolete, con un tema di perdite che incide in modo importante sui costi e sulla tariffa, per cui l’aspetto ambientale ed economico sono strettamente legati. Questi i motivi per cui la sostenibilità è stata integrata nel business, a cui si è aggiunta la volontà dell’azienda di seguire un percorso strutturato per integrate tutti i fattori ESG (Enviroment, Social e Governance) nell’attività.

Qual è stato il processo che avete seguito per arrivare a una pianificazione sostenibile?

Siamo partiti da una rendicontazione, quindi dalla raccolta di dati e abbiamo elaborato una serie di indicatori con dei benchmark nazionali e internazionali, per arrivare a una pianificazione di lungo periodo che viene misurata anno per anno e comunicata ai nostri dipendenti che, per il 70%, sono anche nostri utenti.

L’educazione alla sostenibilità è un tema centrale, come lo avete affrontato?

La parte educativa è fondamentale perché la consapevolezza è fondamentale per perseguire l’obiettivo di un consumo idrico privo di sprechi. L’Italia è uno dei paesi più idrovori in Europa con un consumo di 160 m3 di acqua per cittadino all’anno (tre volte rispetto alla Germania), questo significa prelevarla dalle nostre fonti per soddisfare esigenze diverse che vanno dal consumo di acqua potabile personale all’irrigazione dei giardini, etc, con un impatto sugli sprechi molto elevato.

In Italia, inoltre, il dato sull’acquisto di bottiglie di plastica di acqua è molto elevato (188 litri pro capite annui di acqua minerale in bottiglia, che ci posizionano primo Paese al mondo per consumo di acqua minerale imbottigliata), quindi è necessario procedere con una mission educativa che vada ad incidere anche sugli stili di vita dei cittadini. Il pensiero comune è che l’acqua sia un bene “dovuto” e poco caro (2 euro al m3 circa per il cittadino), almeno rispetto ad energia e gas, pertanto è più facile che si verifichi uno spreco.Inoltre si dimentica che nella tariffa sono compresi servizi come lo smaltimento e la depurazione.

Il 22 marzo, giornata mondiale dell’acqua, lanceremo un magazine trimestrale che abbiamo chiamato “Riflessi” proprio per educare alla sostenibilità legata all’idrico con focus diversi, a livello lombardo ma non solo.

Come conciliate le tematiche di sostenibilità con il vostro business e come le integrate?    

Il tema della sostenibilità è perfettamente integrato perché il nostro business è legato all’ambiente e al territorio, quindi la nostra visione è necessariamente a 360 gradi. Gestiamo impianti che sono anche all’interno di parchi naturali, come quello dell’Adamello, riserve, come quella del Sebino, di conseguenza non può esserci solo una contabilizzazione economica della gestione ma anche una contabilizzazione ambientale.

Abbiamo definito 9 obiettivi di sostenibilità che si integrano con il nostro business:

  • riduzione delle perdite idriche;
  • qualità dell’acqua potabile: verifichiamo con cadenza periodica gli indici di potabilità; oltre a ciò abbiamo avviato con il Politecnico di Milano una ricerca sperimentale sui monitoraggi della qualità dell’acqua;  
  • acque di riuso e depurazione;
  • riduzione di emissioni di anidride carbonica. Acque Bresciane è una azienda energivora, per raccogliere l’acqua dai pozzi ha consumi energetici importanti. Oltre a ciò utilizza numerosi mezzi (circa 200) che circolano sul territorio, quindi la riduzione di emissione di anidride carbonica è un tema molto sentito;
  • centralità degli utenti e digitalizzazione;
  • sicurezza sul lavoro: oggi abbiamo circa 90 cantieri di varie dimensioni che possono durare pochi giorni o anni. Il tema della sicurezza è quindi molto importante;
  • welfare per il personale con attenzione alla parità di genere e alla inclusione;
  • equilibrio economico: la remunerazione degli investimenti è legata alle tariffe. L’acqua costa relativamente poco, tuttavia ogni incremento in bolletta viene notato dall’utente;
  • promozione della sostenibilità che va dall’educazione alla sostenibilità di tutta la filiera, fornitori compresi.

Quali sono le motivazioni che vi hanno portato ad affrontare un percorso di valutazione delle vostre performance di sostenibilità e quali sono le vostre aspettative in merito?

Siamo partiti dai nostri valori fondanti e abbiamo fatto un percorso strutturato dove, anno per anno, abbiamo implementato gli aspetti sostenibili che coinvolgono tutti i nostri stakeholder.

Abbiamo aperto un tavolo nominato “AB Community” dove si discute e si forniscono anche informazioni sull’importanza della sostenibilità nel nostro business; il piano sostenibilità l’abbiamo chiamato “Ogni goccia conta”.

Abbiamo chiesto a Cerved Rating Agency (CRA) un rating ESG solicited perché lo consideriamo uno strumento di misurazione esterno e indipendente delle nostre performance e per avere un indicatore di sostenibilità da utilizzare anche in finanza e per il credito.

A fine 2020 abbiamo creato un Comitato strategico di sostenibilità di cui fanno parte il presidente, il direttore e i diversi responsabili che, due o tre volte l’anno, verificano i processi di sostenibilità.

Come affrontate il tema della governance?

Acque Bresciane ha un Presidente, un Consiglio di Amministrazione composto da quattro persone (due uomini e due donne) e un Direttore. Dobbiamo rispettare la legge 231 sulla responsabilità amministrativa delle imprese, quindi abbiamo un impianto regolatorio che riguarda l’etica, l’antiriciclaggio, etc, perché trattiamo un bene pubblico in un mercato regolamentato. La governance, inoltre, seguirà una formazione sulla decarbonizzazione che poi declina a tutti i dipendenti e ha un sistema retributivo MBO (Management by Objectives) che prevede una componente del 20% al raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità.