Tra gli effetti dell’emergenza economica innescata dal Covid vi è stato anche un significativo incremento del rischio di riciclaggio di denaro e di infiltrazioni da parte delle organizzazioni criminali nel nostro tessuto produttivo.

Come recentemente osservato da Banca d’Italia, a causa della pandemia nel 2020 il numero di segnalazioni di operazioni sospette (SOS) ricevute dalla Uif (Unità di Informazione Finanziaria per l’Italia) è risultato forte crescita (+7%), con un aumento particolarmente marcato nel secondo semestre dell’anno (+10,3%). La crescita delle operazioni sospette è stata trainata dalle segnalazioni per riciclaggio (+11,1%), che hanno sfiorato quota 60 mila, compensando le minori segnalazioni relative al finanziamento del terrorismo e alla voluntary disclosure.

Le restrizioni alle attività economiche hanno impattato fortemente sugli incassi delle imprese italiane rendendo le aziende più vulnerabili e più esposte a infiltrazioni di tipo criminale, data l’ampia disponibilità da parte delle organizzazioni malavitose di ingenti somme da riciclare per l’acquisizione e il controllo delle società in difficoltà finanziaria.

Questo fenomeno sembra essere particolarmente significativo in quei settori che a causa del blocco delle attività hanno subito crolli verticali dei fatturati e sono quindi caratterizzati da forti carenze di liquidità.

Attraverso l’acquisizione di Hawk, Cerved ha rafforzato la sua offerta di servizi ai soggetti obbligati agli adempimenti normativi AML (vigilati e non) ampliando ulteriormente il suo patrimonio informativo facendo leva sulla potenza dei big data.

Sulla base dell’integrazione di diverse fonti, relative alle variazioni anomale delle strutture societarie, alle verifiche sul titolare effettivo, alla presenza tra gli esponenti di persone segnalate da autorità giudiziarie, e ad altri segnali connessi al rischio riciclaggio, Cerved ha perimetrato le società di capitale più esposte al rischio di riciclaggio.

Tra i segnali più frequentemente utilizzati per segnalare il rischio di infiltrazioni criminali nella compagine societaria vi è la verifica del titolare effettivo. Analizzando in profondità i dati sui soci e sugli esponenti di oltre 700 mila società di capitale italiane, Cerved ha identificato circa 10 mila imprese che hanno cambiato il titolare effettivo (l’1,3% del totale) nel periodo che va dallo scoppio della pandemia (marzo 2020) a ottobre 2020.

Il comparto con un maggior numero di cambi è quello dei servizi non finanziari (2.634), all’interno del quale si colloca il settore della ristorazione (586), fortemente interessato dal rischio riciclaggio, seguito dalla distribuzione (1.954) e dalle costruzioni (1.295).

A livello più disaggregato, i settori che fanno registrare una maggiore incidenza dei cambi di titolare effettivo nel corso della pandemia sul totale delle società di capitale sono gli autonoleggi (2,9% del totale), la distribuzione di carburanti (2,8%) e i giochi e le scommesse (2,4%). In termini assoluti, a guidare è l’edilizia con 791 cambi di titolare effettivo.

A livello territoriale è la Campania a far registrare la maggiore incidenza di cambi di titolare effettivo nel corso dell’emergenza sanitaria, seguita dal Lazio (1,7%) e dalla Sicilia. In termini assoluti la regione con la maggiore numerosità di cambi di titolare effettivo è la Lombardia (2.131), seguita da Lazio (1.483) e Campania (1.106). Le province maggiormente interessate dal fenomeno sono Crotone (2,2%), Isernia (2,1%), Napoli (2,0%) e Catania (1,8%).