Il Rapporto PMI Mezzogiorno Confindustria-Cerved è giunto ormai alla sua quarta edizione. Guardando attraverso le lenti del segmento più strutturato e più dinamico della imprenditoria meridionale (quello delle imprese di capitali comprese tra 10 e 250 addetti), ha consentito negli anni di osservare il passaggio dell’economia del Mezzogiorno nei momenti più duri della crisi, registrandone le difficoltà attraverso la crescita che sembrava inarrestabile di chiusure volontarie e fallimenti, la perdita di posti di lavoro, un complessivo peggioramento dei dati di bilancio e della affidabilità finanziaria di questo segmento di imprese. Ora che il processo di selezione sembra aver completato la sua opera, il tessuto produttivo meridionale si presenta, nell’edizione 2018 del Rapporto, certamente più ridotto nei numeri ma ben più solido nella sostanza.

Le PMI rimaste sul mercato, anche per rispondere al credit crunch che ha caratterizzato gli ultimi anni, hanno fortemente investito risorse proprie, facendo crescere la solidità patrimoniale delle imprese, la quale ha creato a sua volta le premesse per una nuova fase espansiva. La ripartenza degli investimenti, il ridimensionamento del rischio di credito e abitudini di pagamento tornate alla normalità mostrano con chiarezza che l’inversione di tendenza si è avviata.

Il consolidamento della fiducia è ben visibile nella ripresa di slancio della natalità d’impresa, che ha raggiunto nuovi massimi: le trentacinquemila nuove imprese nate al Sud nel 2017 sono la testimonianza più credibile della voglia di mettersi in gioco che si affaccia nelle regioni meridionali: è il capitale forse più prezioso di cui il Mezzogiorno dispone, e l’unica risposta strutturale al disagio economico e occupazionale che continua a caratterizzare questa parte del paese.

Irrobustire le spalle delle nuove nate, far crescere la classe dimensionale delle imprese esistenti, correggere le diseconomie che rallentano la competitività dei territori è la strada, certo non facile ma decisiva per mettere i territori meridionali su un percorso di crescita robusta e dagli effetti visibili sulle tante diseguaglianze che ancora ne costituiscono, purtroppo, uno dei tratti distintivi.

 

Massimo Sabatini, Direttore Politiche Regionali, Confindustria