L’accesso al mercato dei capitali tramite la quotazione in Borsa è uno strumento importante per tutte le imprese che vogliono conseguire un salto dimensionale e che sono disposte ad affrontare un momento di forte discontinuità. In genere, la quotazione risponde a diverse esigenze:

  • un piano di nuovi investimenti da finanziare incompatibile con le risorse reperibili presso il sistema bancario,
  • la necessità di affrontare un cambio generazionale,
  • la volontà da parte di investitori istituzionali o di membri della famiglia di uscire dall’investimento,
  • il bisogno di aumentare la riconoscibilità del brand o dei prodotti commercializzati dall’impresa.

D’altra parte la quotazione mette di fronte l’impresa a scenari competitivi complessi, che richiedono una visione strategica, piani industriali, capitali per realizzarli e la capacità di comunicare con il mercato. È quindi necessario rispettare una serie di requisiti, che attengono alla strategia e al posizionamento dell’impresa, o che riguardano aspetti formali come la certificazione del bilancio, le regole di governance, gli obblighi di comunicazione finanziaria.

Cerved ha sviluppato per Borsa Italiana un indice sulla ‘quotabilità’ delle aziende, che indica la prossimità di un’impresa allo status di società quotabile. A questo fine è stato sviluppato un modello multivariato che, in base a parametri ufficiali, definisce la distanza tra un’azienda e il campione di società già quotate.

L’indice è articolato in tre sotto-indici:

  • indice finanziario: l’indice finanziario combina una serie di parametri economico-finanziari (andamento del fatturato, del valore aggiunto, del MOL, l’utile netto, il rapporto tra posizione finanziaria netta e MOL, margine di struttura, ecc.), rispetto ai quali è calcolata la distanza con lo standard delle imprese quotate in borsa,
  • indice di leadership: esprime il posizionamento competitivo dell’impresa, in base a indicatori quali la quota di mercato,l’indice di concentrazione del settore, la marginalità relativa, ecc ,
  • indice di governance & management: definisce la qualità della governance e del management, considerando la composizione del Cda, le performance passate dei top manager, ecc.

L’indice di quotabilità non è definito per tutte le PMI, ma solo per le imprese che hanno superato una certa scala: è calcolato per le società di capitale che hanno realizzato un fatturato di almeno 20 milioni di euro, con Ebitda positivo e con rapporto tra Net Debt ed Ebitda inferiore a 6. L’indice è espresso su una scala da 0 (azienda non pronta alla quotazione) a 100 (azienda completamente pronta alla quotazione).

Questi criteri definiscono un campione di 7.195 società, di cui 4.875 PMI.  In questo caso sono state comprese nel conteggio anche le società che sono entrate nel perimetro dei fondi di private equity per cui la quotazione è una delle opzioni di uscita dall’investimento. Poco più della metà di queste società (il 52% del complesso del campione e il 59% delle PMI) sono controllate da una famiglia, il 44% sono società non familiari (39% delle PMI) e il restante 2% sono nel perimetro dei fondi.

A oltre la metà del campione (4.078 imprese,di cui 2.091 PMI) è assegnato un indice superiore a 75, che definisce aziende in divenire sul processo per la quotazione, per cui si stima che la distanza della quotabilità è inferiore al 50% della vita dell’impresa. Se si utilizza un criterio più stringente per definire le società eligible, un indice superiore a 90, il numero di aziende intercettate si riduce a 1.896, di cui 735 PMI. Infine, se ne contano 12 già pronte per la quotazione (indice pari a 100), tra cui nessuna PMI. Anche tra le aziende eligible (indice maggiore di 90), la presenza di imprese familiari rimane significativa: sono controllate da una famiglia il 47% delle PMI e il 38% del totale delle eligible.

quotazione

La distribuzione geografica delle società più pronte alla quotazione differisce in modo marcato da quella delle società eligible per un fondo di private equity,essendo molto più concentrata nelle regioni settentrionali: hanno sede soprattutto nel Nord-Ovest (870 imprese) e nel Nord-Est (559), aree in cui si conta una presenza molto maggiore di quella osservata nel Centro (260) e nel Sud e nelle Isole (207).

Anche la distribuzione per settore di attività presenta caratteristiche diverse da quelle viste nel caso dei Fondi: il numero maggiore di società pronte alla quotazione opera nell’industria (864); sono 739 quelle attive nel terziario, 170 quelle che operano nelle utility e 102 le società delle costruzioni.

Il passaggio generazionale è un momento di discontinuità, nell’ambito del quale la Borsa può fornire un’utile opzione per la famiglia che deve gestire questa fase della vita aziendale. Tra le società familiari con caratteristiche più prossime alla quotazione,sono 334 quelle in cui il passaggio generazionale è più vicino, dato che l’età degli esponenti ha superato i 55 anni; tra le società completamente chiuse, il numero scende a 76.

Le società che hanno un profilo vicino a quello di società quotate presentano in genere caratteristiche diverse da quelle individuate come eligible per i fondi di private equity: solo 100 società (49 PMI) rispettano contemporaneamente i requisiti per l’acquisizione da un Fondo e per la quotazione in borsa.

Leggi l’analisi completa nella monografia del  Rapporto Cerved PMI 2018.