La filiera turismo e trasporti potrebbe risultare tra i comparti maggiormente danneggiati dal Covid-19. Nel biennio 2020-21, le imprese operanti nella filiera travel & tourism potrebbero infatti subire perdite dei ricavi dai 29 ai 64 miliardi di euro, con contrazioni particolarmente significative in alcuni settori come quello alberghiero, delle agenzie di viaggio, della ristorazione e dell’autonoleggio. Il sistema produttivo regionale più esposto è quello ligure, dove le imprese della filiera rappresentano il 13% del fatturato complessivo. La regione che potrebbe essere più colpita in termini di calo del fatturato della filiera è il Lazio, che in uno scenario pessimistico potrebbe subire perdite nell’ordine dei 15 miliardi.

Questo è lo spaccato che emerge per la filiera turismo e trasporti dai dati dell’ultimo Cerved Industry Forecast, dedicato agli impatti attesi del COVID-19 su oltre 200 settori dell’economia italiana.

I modelli previsionali di Cerved sul rischio di credito e dei bilanci di singole imprese, settori produttivi e aree geografiche sono stati calibrati su due scenari:

  • uno scenario base, secondo il quale l’emergenza terminerebbe a maggio 2020, sarebbero necessari due mesi per tornare alla normalità, con impatti molto importanti sulle economie mondiali e quindi sulle attività di import-export;
  • uno scenario pessimistico, che prevede la durata dell’epidemia fino alla fine del 2020, sei mesi per tornare alla normalità e un completo isolamento dell’economia italiana.

In entrambi gli scenari sono previsti importanti sostegni pubblici a favore di imprese e famiglie e la tenuta dei mercati finanziari.

Gli effetti del Covid-19 sulle imprese della filiera turismo e trasporti

In uno scenario base, con un rientro dall’emergenza relativamente rapido, la filiera turismo e trasporti subirebbe un calo dei fatturati del 20,2% nell’anno in corso con un rimbalzo del 22,3% nel 2021. Si tratta di un effetto molto più consistente rispetto al trend del complesso dell’economia italiana (-7,4% nel 2020 e + 9,6% nel 2021). Al termine del periodo di previsione, i fatturati delle imprese della filiera travel & tourism non recupererebbero i livelli del 2019, con perdite complessive di 29 miliardi di euro (22 miliardi nel 2020 e 7 miliardi nel 2021) rispetto ad uno scenario senza shock.

Nel caso di durata prolungata dell’emergenza, il fatturato del comparto subirebbe un vero e proprio crollo, con perdite del 41,5% nel 2020 (contro il 17,8% dell’economia italiana) e un rimbalzo del 42,2% nell’anno successivo che comporterebbe comunque perdite complessive dei ricavi per 64 miliardi di euro (43 miliardi nel 2020 e 21 miliardi nel 2021).

Analizzando i trend delle diverse componenti della filiera, gli alberghi risultano il settore più colpito con cali nel 2020 nell’ordine del 37,5% nello scenario base e del 73,3% nello scenario pessimistico, e perdite complessive nei rispettivi scenari di 6 e 13 miliardi. A seguire figurano le agenzie di viaggio, con contrazioni previste per il prossimo biennio che vanno dai 5 agli 10 miliardi di euro, la ristorazione (dai 5 agli 10 miliardi), l’autonoleggio (dai 2 ai 6 miliardi) e i trasporti marittimi (dai 2 ai 5 miliardi).

Tra i settori della filiera più colpiti dal Covid-19 figurano i trasporti aerei (-25% nello scenario base e -55% nello scenario pessimistico), la gestione degli aeroporti (-22,5% nello scenario base e -50,4% nello scenario pessimistico) e l’organizzazione di fiere e convegni (-25% nello scenario base e -45,8% nello scenario pessimistico). Nell’ipotesi di un ritorno alla normalità relativamente breve (scenario base), nonostante le gravi perdite del 2020, i settori della ristorazione, dell’autonoleggio, dei trasporti pubblici locali, dei trasporti aerei, marittimi e ferroviari, della gestione delle autostrade e degli aeroporti, nel 2021 potrebbero ritornare ai valori di fatturato del 2019. Nel caso si verifichi lo scenario pessimistico, nel 2021 i ricavi del 2019 risulterebbero invece distanti in tutti i settori della filiera.

L’impatto sui territori

Le società di capitale italiane che operano nella filiera turismo e trasporti sono 64 mila (8,2% del totale), generano un fatturato complessivo di 100 miliardi di euro (4,2% del totale) e impiegano quasi 1 milione di addetti (9,5% del totale).

A livello territoriale, la Liguria risulta essere la regione più esposta nei settori della filiera in termini di incidenza sul fatturato complessivo (13,9%), mentre la Sardegna è la regione in cui la filiera del travel & tourism pesa di più in termini di numerosità di imprese (13%) e addetti (18,2%).

In base alle previsioni, la regione in cui la caduta dei ricavi nel prossimo biennio risulterebbe più significativa rispetto ai fatturati previsti in uno scenario senza lo shock del Covid-19 è il Lazio, con 7 miliardi in meno nello scenario base e 15 mld in meno nello scenario pessimistico, seguita da Lombardia e Veneto. Il trend di contrazione nel 2020 sarebbe particolarmente grave in Sardegna (-25,5% nello scenario base e -53% nello scenario pessimistico) e in Trentino Alto Adige (-24,3% nello scenario base e -50,1% nello scenario pessimistico) regioni che, nonostante il rimbalzo del 2021, figurerebbero ai primi posti per tasso di perdita del fatturato nel biennio 2019-2021 insieme alle Marche. In entrambi gli scenari nessuna regione recupererebbe nel 2021 i livelli di fatturato pre-COVID-19.