Nel 2018 sono uscite dal mercato a seguito di una procedura concorsuale o di  liquidazioni volontarie 90 mila imprese, un dato in leggero calo (-1,3%) rispetto al 2017, quando hanno chiuso i battenti 91.573 aziende. Si tratta di un minimo osservato nel corso dell’ultimo decennio. Il miglioramento è trascinato dal forte calo di procedure concorsuali non fallimentari, su cui pesa il crollo delle domande di concordato.

Continuano a diminuire anche i fallimenti, ma il miglioramento sta perdendo slancio nell’industria e nelle costruzioni.

Infine, si attesta ai livelli dell’anno precedente il numero di liquidazioni volontarie, procedure più sensibili a cambiamenti della congiuntura economica, con un’impennata negli ultimi tre mesi dell’anno.È questa, in estrema sintesi, la fotografia che emerge dall’analisi delle informazioni di Cerved.

Sono 11.277 le imprese fallite nel 2018, in calo del 7% rispetto al 2017 e il minimo toccato dopo il picco del 2014. I miglioramenti hanno riguardato tutta l’economia, ma con tendenze in forte frenata nell’industria (-3% contro tra 2018 e 2017 il -18,6% dell’anno precedente) e nelle costruzioni (-6,2% contro -16,4%). Nel 2018 il calo dei fallimenti è proseguito nella maggior parte delle regioni italiane, ma si è interrotto in Umbria (+17%), Sardegna (+7,1%), Calabria (+ 3,5%) e Sicilia (+0,0%).

Nel 2018 hanno avviato una procedura concorsuale non fallimentare 1.377 aziende, in netto calo rispetto alle 1.715 del 2017 (-19,7%). È il minimo dal 2008. Questa dinamica è influenzata dall’andamento delle domande di concordato preventivo, che hanno evidenziato un’impennata tra il 2007 e il 2013 – dovuta in parte alla crisi e in parte novità legislative che hanno reso più agevole e più conveniente per le aziende in crisi far ricorso a questo strumento – e poi una brusca inversione di tendenza, con solo 491 domande presentate nel 2018 (-17% rispetto alle 592 del 2017 e -78% rispetto al picco di 2.280 domande del 2013).

Secondo le stime, nel 2018 hanno avviato una liquidazione volontaria 78 mila società, un dato che non si discosta da quello dell’anno precedente (-0,1%), al di sotto dei livelli pre-crisi. La tendenza sembra però essersi invertita negli ultimi tre mesi dell’anno, quando 37 mila imprenditori hanno deciso di chiudere attività in bonis, in crescita del 6,3% rispetto allo stesso periodo del 2017. È un dato che potrebbe riflettere aspettative meno ottimistiche da parte degli
imprenditori, che tendono a fare ricorso a liquidazioni volontarie quando le aspettative di profitto sono meno positive. Le liquidazioni risultano in crescita nell’industria, nei servizi e nel Nord.