Nei primi tre mesi del 2018 è proseguito il calo dei fallimenti, continuando una tendenza in atto dalla fine del 2014. Diversamente dal passato, tra gennaio e marzo il miglioramento non ha però riguardato l’intera Penisola.

Secondo i dati del nuovo Osservatorio su fallimenti, procedure e chiusure di impresa di Cerved, nel primo trimestre 2018 sono fallite 2.945 imprese, in diminuzione del 4,6% rispetto ai 3.087 dell’anno precedente.

I miglioramenti sono diffusi a tutte le forme giuridiche e a tutti i settori monitorati, ma non a tutta la Penisola. I default hanno continuato a ridursi a ritmi sostenuti nel Nord-Est (-16,1%), ma non in Trentino, regione in cui tuttavia il numero di default rimane su livelli storicamente bassi.

Al Centro sono fallite 754 imprese, in calo del 6,1% dell’anno precedente, un miglioramento diffuso a tutte le regioni dell’area con la sola eccezione dell’Umbria.

Nel Nord-Ovest si contano 908 fallimenti, in leggera diminuzione rispetto all’anno precedente (-1,5%), con una tendenza positiva in Liguria, Lombardia e Val d’Aosta ma negativa in Piemonte.

Nei primi tre mesi del 2018 i default sono invece tornati ad aumentare nel Mezzogiorno, passando da 804 a 815 procedure (+1,4%) con un peggioramento che ha interessato diverse regioni meridionali: Abruzzo, Basilicata, Calabria e Sicilia.

fallimenti, regione

Se si considerano gli andamenti regionali rispetto a dieci anni fa, quando erano stati toccati i minimi storici (1.761 fallimenti), emergono alcune differenze rilevanti. Solo in due regioni (Friuli Venezia Giulia e Puglia) il dato del 2018 è inferiore a quello del 2008. In tutto il resto della Penisola, i fallimenti risultano ancora a livelli più elevati, con un incremento più che doppio in cinque regioni del Centro-Sud: Lazio, Sardegna, Molise, Campania e Calabria.

I dati relativi alle altre procedure concorsuali e alle liquidazioni volontarie sono disponibili nel nuovo Osservatorio su fallimenti, procedure e chiusure di impresa.