Obiettivi dell’analisi

Payline, il database di Cerved sulle abitudini di pagamento di oltre tre milioni di imprese, costituisce un termometro puntuale per monitorare le condizioni di liquidità del nostro tessuto produttivo.

Attraverso queste informazioni l’Osservatorio pagamenti del terzo trimestre 2020 approfondisce le conseguenze che l’emergenza sanitaria ha avuto sulle abitudini di pagamento del sistema imprenditoriale italiano.

Andamenti generali

I dati indicano che la pandemia ha avuto un impatto significativo sulle imprese. Nel secondo trimestre, il 17,7% di fatture scadute non sono state pagate, tornando ai livelli del 2014. Le conseguenze sono state particolarmente gravi per le PMI.

I dati mensili, già analizzati nel Rapporto PMI 2020, mostrano che il picco è stato toccato a maggio, con il 44% di fatture non saldate.

Tra luglio e settembre, con la ripresa dell’attività economica, i mancati pagamenti si sono ridotti, rimanendo tuttavia a livelli più alti rispetto a quelli pre-Covid, con un gap più accentuato per micro imprese e PMI.

Il Covid ha avuto riflessi anche sulla puntualità delle imprese che sono riuscite a liquidare le fatture: i giorni medi di ritardo sono saliti da 11,9 a 14,3 giorni ed è cresciuta all’8,1% la quota di imprese fortemente ritardatarie, tornando ai massimi dal 2012.

Impatti settoriali fortemente asimmetrici

I dati relativi ai mancati pagamenti e ai tempi di liquidazione delle fatture indicano un peggioramento generalizzato a tutti i macro settori, con andamenti particolarmente negativi nel terziario.

Dati mensili relativi alle PMI evidenziano andamenti fortemente differenziati e correlati alle tendenze dei settori.

Nei comparti per cui Cerved prevede un calo dei fatturati superiore alla media (-13,4%) si è riscontrato, nel mese di maggio rispetto a gennaio, un forte aumento dei mancati pagamenti, superiore ai 15 p.p.

Risultato evidente soprattutto nei servizi non finanziari e nel sistema moda, in forte peggioramento a causa, rispettivamente, del deterioramento delle condizioni del settore turistico e della distribuzione al dettaglio di abbigliamenti e calzature.

Se si considerano i primi cinque settori per perdita attesa dei ricavi, la situazione rimane particolarmente grave tra le agenzie di viaggio (80% di fatture non pagate a settembre), nell’organizzazione di convegni (65%) e nel sistema moda (57%), in miglioramento la situazione di alberghi e ristorazione.

Ampliamento dei divari territoriali

I dati regionali evidenziano come l’emergenza sanitaria abbia fatto aumentare mancati pagamenti e ritardi in tutta la Penisola, accentuando le divergenze tra Nord e Centro-Sud.

Tra le prime 10 regioni per incidenza delle fatture non pagate, a settembre 2020, ci sono otto regioni del Sud e due del Centro. Lazio (22,7%) e Sicilia (20,3%) risultano quelle con la maggiore quota di mancati pagamenti.

Anche le statistiche relative ai ritardi nei pagamenti evidenziano un forte divario tra Nord e Sud: le regioni con la quota maggiore di imprese fortemente ritardatarie sono Sicilia (14,2%), Calabria (12,6%), Campania (10,7%), Puglia (10,4%), Lazio (10,4%), Valle d’Aosta (10%), Sardegna (10%).