La filiera moda potrebbe essere tra i comparti maggiormente colpiti dagli effetti economici del Covid-19

Nel biennio 2020-2021, le imprese che operano nella filiera potrebbero infatti subire perdite dei ricavi dai 39 ai 52 miliardi, con contrazioni significative nella distribuzione al dettaglio e nel ramo abbigliamento e maglieria. I sistemi produttivi regionali più esposti sono quelli toscani, marchigiani e veneti, dove le imprese della filiera generano rispettivamente il 14,8%, 12,3% e 10,7% del fatturato complessivo.

In termini assoluti la regione che potrebbe essere più colpita in termini di calo del fatturato della filiera è la Lombardia, che in uno scenario pessimistico potrebbe subire perdite per quasi 15 miliardi.

Questo è lo spaccato che emerge per la filiera moda dai dati dell’ultimo Cerved Industry Forecast (Reloaded), che quantifica gli impatti attesi del COVID-19 su oltre 200 settori dell’economia italiana.

I modelli previsionali Cerved sul rischio di credito e dei bilanci di singole imprese, settori produttivi e aree geografiche sono stati calibrati su due scenari:

  • Uno scenario soft, in cui si prevede una graduale riapertura dell’economia a partire da maggio 2020, seppur in presenza di misure di contenimento dei contagi, e l’assenza di ulteriori periodi di lockdown. In questa prospettiva, si prevede un graduale ritorno alla normalità e una ripresa lenta del ciclo economico nonostante gli impatti molto importanti del virus sulla domanda nazionale, sulle catene del valore e sulle attività di import-export.
  • Uno scenario hard, in cui si prevede una nuova ondata dei contagi da Covid in ottobre, anche se di entità minore. Ciò potrebbe comportare nuovi lockdown con chiusure produttive frammentate, solo nei territori più colpiti.

In entrambi gli scenari si prevedono la tenuta dei mercati finanziari e una politica economica e monetaria di pieno supporto sia dal lato della domanda che dell’offerta.

Gli effetti del Covid-19 sulle imprese della filiera moda

In uno scenario base, con un rientro dall’emergenza già in estate, la filiera moda subirebbe un calo dei fatturati del -18,1%, nell’anno in corso, con un rimbalzo del 17% nel 2021. Si tratta di un calo più consistente rispetto a quello dell’economia italiana nel suo complesso (-12,7% nel 2020 e +11,2% nel 2021). Al termine del periodo di previsione i fatturati delle aziende della filiera non recupererebbe i livelli 2019, con perdite complessive di 39 miliardi (27 mld nel 2020 e 12 mld nel 2021) rispetto ad uno scenario senza shock con un calo complessivo del 4,2% (-2,9% per l’intera economia italiana).

Nel caso di nuovi periodi di lockdown, dovuti al ripresentarsi di nuovi focolai, il fatturato del comparto subirebbe un colpo ancor più significativo, con perdite del 26% nel 2020 (contro il -18% dell’economia italiana) e un rimbalzo del 27% nell’anno successivo che comporterebbe comunque perdite complessive dei ricavi per 52 miliardi (38 mld nel 2020 e 14 mld nel 2021). Nel complesso il calo dei ricavi sarebbe nel biennio del 5,6% (-4,3% per l’intera economia italiana).

Analizzando i trend dei diversi componenti della filiera, la distribuzione al dettaglio risulta il settore più colpito con cali nel 2020 del 20% nello scenario base e del 28,4% nel pessimistico, con perdite complessive nei rispettivi scenari di 8,3 e 11,4 miliardi. A seguire, con variazione più significativa (-30,7% nel 2020) ma minore in termini assoluti, l’abbigliamento, con contrazioni previste per il prossimo biennio che vanno da 7,8 ai 10 miliardi.

Anche nell’ipotesi di un ritorno alla normalità produttiva già dall’estate, senza successivi lockdown, la filiera moda non recupererebbe, in nessun caso, nel 2021 i valori di fatturato del 2019.

L’impatto sui territori

Le società di capitale italiane che operano nella filiera moda sono 33 mila (4,5% del totale), generano un fatturato complessivo di 131 miliardi di euro (5% del totale) e impiegano 547 mila addetti (5,4% del totale).

A livello territoriale, la Toscana risulta essere la regione più esposta nei settori della filiera sia in termini di fatturato (14,8%), sia di imprese (9,6%) coinvolte che in termini occupazionali (12,8%).

In base alle previsioni, la regione in cui la caduta dei ricavi nel prossimo biennio risulterebbe più significativa rispetto ai fatturati previsti in uno scenario senza lo shock del Covid-19 è la Lombardia, con 11 miliardi in meno nello scenario base e 14 miliardi nel pessimistico, seguita da Veneto e Toscana. Il trend di contrazione nel 2020 sarebbe particolarmente grave per in Valle d’Aosta e Molise (-19,7% nel soft e -28,1% nel pessimistico). In particolare la Valle d’Aosta risulta anche maglia nera per perdita complessiva nel biennio 2019-2021 insieme alla Sicilia.