La filiera automotive potrebbe risultare tra i comparti maggiormente colpiti dagli effetti economici del Covid-19.

Nel biennio 2020-21, le imprese che operano nella filiera potrebbero infatti subire perdite dei ricavi dai 32 agli 86 miliardi di euro, con contrazioni particolarmente significative nei settori dell’auto, della  componentistica e nei concessionari. I sistemi produttivi regionali più esposti sono quelli piemontese, lucano e abruzzese dove le imprese della filiera generano rispettivamente il 36%, 22% e 19,4% del fatturato complessivo. La regione che potrebbe essere più colpita in termini di calo del fatturato della filiera è il Piemonte, che in uno scenario pessimistico potrebbe subire perdite per 22 miliardi.

Questo è lo spaccato che emerge per la filiera automotive dai dati dell’ultimo Cerved Industry Forecast, dedicato agli impatti attesi del COVID-19 su oltre 200 settori dell’economia italiana.

I modelli previsionali di Cerved sul rischio di credito e dei bilanci di singole imprese, settori produttivi e aree geografiche sono stati calibrati su due scenari:

  • uno scenario base, secondo il quale l’emergenza terminerebbe a maggio 2020, sarebbero necessari due mesi per tornare alla normalità, con impatti molto importanti sulle economie mondiali e quindi sulle attività di import-export;
  • uno scenario pessimistico, che prevede la durata dell’epidemia fino alla fine del 2020, sei mesi per tornare alla normalità e un completo isolamento dell’economia italiana.

In entrambi gli scenari sono previsti importanti sostegni pubblici a favore di imprese e famiglie e la tenuta dei mercati finanziari.

Gli effetti del Covid-19 sulle imprese della filiera automotive

In uno scenario base, con un rientro dall’emergenza relativamente rapido, la filiera automotive subirebbe un calo dei fatturati del 20,1% nell’anno in corso con un rimbalzo del 26,4% nel 2021. Si tratta di un effetto molto più consistente rispetto al trend del complesso dell’economia italiana (-7,4% nel 2020 e +9,6% nel 2021). Al termine del periodo di previsione, i fatturati delle imprese della filiera automotive non recupererebbero i livelli del 2019, con perdite complessive di 32 miliardi di euro (30 miliardi nel 2020 e 1,8 miliardi nel 2021) rispetto ad uno scenario senza shock.

Nel caso di durata prolungata dell’emergenza, il fatturato del comparto subirebbe un vero e proprio crollo, con perdite del 46,1% nel 2020 (contro il 17,8% dell’economia italiana) e un rimbalzo del 65,7% nell’anno successivo che comporterebbe comunque perdite complessive dei ricavi per 87 miliardi di euro (68 miliardi nel 2020 e 19 miliardi nel 2021).

Analizzando i trend delle diverse componenti della filiera, i concessionari risultano il settore più colpito con cali nel 2020 nell’ordine del 24,5% nello scenario base e del 55% nello scenario pessimistico e perdite complessive nei rispettivi scenari di 16,7 e 44,7 miliardi. A seguire figurano la produzione di auto, con contrazioni previste per il prossimo biennio che vanno dai 7,4 ai 22

Nell’ipotesi di un ritorno alla normalità relativamente breve (scenario base), nonostante le gravi perdite del 2020, tutti i settori eccetto quello dell’accumulazione di batterie tornerebbero, nel 2021, a valori di fatturato leggermente superiori al 2019. Nel caso si verifichi lo scenario pessimistico, nel 2021 i ricavi del 2019 risulterebbero invece distanti in tutti i settori della filiera.

L’impatto sui territori

Le società di capitale italiane che operano nella filiera automotive sono 62 mila (8,3% del totale), generano un fatturato complessivo di 148 miliardi di euro (6,2% del totale) e impiegano 430 mila addetti (4,4% del totale).

A livello territoriale, la Basilicata risulta essere la regione più esposta nei settori della filiera in termini di incidenza sul fatturato e sugli addetti complessivi (rispettivamente 36,2% e 17,9%), mentre il Lazio è la regione in cui la filiera pesa di più in termini di numerosità di imprese (12%).

In base alle previsioni, la regione in cui la caduta dei ricavi nel prossimo biennio risulterebbe più significativa rispetto ai fatturati previsti in uno scenario senza lo shock del Covid-19 è il Piemonte, con 7,7 miliardi in meno nello scenario base e 21 mld in meno nello scenario pessimistico, seguita da Lombardia e Lazio. Il trend di contrazione nel 2020 sarebbe particolarmente grave in Valle d’Aosta (-23,5%nello scenario base e -53% nello scenario pessimistico) e nel Lazio (-22,5% nello scenario base e -50,9% nello scenario pessimistico) regioni che, nonostante il rimbalzo del 2021, figurerebbero ai primi posti per tasso di perdita del fatturato nel biennio 2019-2021 insieme al Friuli. Sole nello scenario di base nel 2021 si recupererebbero i livelli del 2019 in tutte le regioni.