Secondo le previsioni aggiornate del Cerved Industry Forecast (Reloaded), che tengono conto dei diversi DPCM varati dal Governo, gli impatti del Covid-19 sui ricavi delle imprese italiane saranno molto significativi e molto diversificati tra i settori economici. L’automotive sarà una delle filiere maggiormente colpite dall’impatto del virus .

Nel biennio 2020-2021, le imprese che operano nella filiera potrebbero infatti subire perdite dei ricavi dai 55 ai 72 miliardi, con contrazioni significative tra i concessionari e nella produzione di automobili. I sistemi produttivi regionali più esposti sono quelli piemontese, abruzzese e trentino, dove le imprese della filiera generano rispettivamente il 25,2%, 23% e 12,3% del fatturato complessivo.

In termini assoluti la regione che potrebbe essere più colpita in termini di calo del fatturato della filiera è il Piemonte, che in uno scenario pessimistico potrebbe subire perdite per 14,5 miliardi.

Le ipotesi adottate

I modelli previsionali Cerved sul rischio di credito e dei bilanci di singole imprese, settori produttivi e aree geografiche sono stati ricalibrati su due scenari:

  • Uno scenario soft, in cui data la graduale riapertura dell’economia a partire da maggio 2020, non si prevedono ulteriori periodi di lockdown, con attese di un graduale ritorno alla normalità.
  • Uno scenario hard, in cui si simula una seconda ondata di contagi da Covid in ottobre, con nuovi lockdown, ma meno severi di quello di marzo-aprile, magari perché circoscritti ai territori più colpiti.

In entrambi gli scenari si prevedono la tenuta dei mercati finanziari e una politica economica e monetaria di pieno supporto sia dal lato della domanda che dell’offerta.

Gli effetti del Covid-19 sulle imprese della filiera automotive

In uno scenario base, con un rientro dall’emergenza già in estate, la filiera  subirebbe un calo dei fatturati del 24%, nell’anno in corso, con un rimbalzo del 21,3% nel 2021. Si tratta di un calo più consistente rispetto a quello dell’economia italiana nel suo complesso (-12,7% nel 2020 e +11,2% nel 2021). Le perdite complessive di 55,7 miliardi (38,8 mld nel 2020 e 16,8 mld nel 2021) rispetto ad uno scenario senza shock con un livello di fatturato che nel 2021 rimarrebbe 8,5 punti percentuali al di sotto rispetto al 2019 (-2,9% per l’intera economia italiana).

Nel caso di nuovi periodi di lockdown, dovuti al ripresentarsi di nuovi focolai, il fatturato del comparto subirebbe un colpo ancor più significativo, con perdite del 33,6% nel 2020 (contro il -18% dell’economia italiana) e un rimbalzo del 33,6% nell’anno successivo che comporterebbe comunque perdite complessive dei ricavi per 72,6 miliardi (52 mld nel 2020 e 20 mld nel 2021). Nel complesso il calo dei ricavi sarebbe, tra 2021 e 2019, del 10,9% (-4,3% per l’intera economia italiana).

Analizzando i trend dei diversi componenti della filiera, i concessionari risultano il settore più colpito con cali nel 2020 del 27,5% nello scenario base e del 36,3% nel pessimistico, con perdite complessive rispettivamente di 24 e 33 miliardi.

L’impatto sui territori

In base ai dati Cerved, le società di capitale italiane che operano nella filiera automotive sono quasi 15 mila (2% del totale), generano un fatturato complessivo di 155 miliardi di euro (7,1% del totale) impiegando 283 mila addetti (2,8% del totale).

A livello territoriale, il Piemonte risulta essere la regione più esposta nei settori della filiera sia in termini di fatturato (25,2%), che occupazionali (11,1%). La Calabria presenta il bacino di imprese più significativo (2,9%).

In base alle previsioni, la regione in cui la caduta dei ricavi nel prossimo biennio risulterebbe più significativa rispetto ai fatturati previsti in uno scenario senza lo shock del Covid-19 è proprio il Piemonte, con 14 miliardi in meno nello scenario base e 18 miliardi nel pessimistico, seguita da Lombardia Lazio e Emilia Romagna. Non solo, la filiera piemontese registrerebbe anche il calo più consistente nel biennio 2020/ 2019 per lo scenario soft (quasi -10%). Il trend di contrazione nel 2020 sarebbe particolarmente grave per il Trentino Alto Adige (-27,6% nel base e -36,7% nel pessimistico)  e la Valle d’Aosta (-27%  e -35,7%).