Oggi una piccola e media impresa può chiedere un finanziamento e avere una risposta on line e in tempi brevissimi. È uno degli effetti dell’avvento delle Fintech, parola con cui si indica qualunque applicazione delle tecnologie digitali alla finanza. Il credito alle PMI tramite Fintech è processo potenzialmente rivoluzionario, che in altri mercati ha già modificato in modo radicale le abitudini di imprese e consumatori e che in Italia è solo agli inizi.

Abbiamo intervistato Valerio Fallucca, Head of Retail Banking di ING Italia, società che da ottobre 2017 eroga anche credito alle PMI in modo rapido e 100% digitale.

L’innovazione è da sempre un vostro tratto distintivo. Avete lanciato, primi in Italia, il servizio di instant lending per le PMI: di cosa si tratta?

Si tratta di Prestito Arancio Business, un prestito per le PMI interamente digitale che garantisce una risposta sulla valutazione creditizia in soli 10 minuti attraverso una customer experience unica e differenziante che prevede un processo di richiesta del finanziamento semplice e veloce, totalmente paperless.

Abbiamo pensato di lanciare questo servizio estremamente innovativo perché sapevamo che uno dei maggiori problemi per un mercato così importante per la nostra economia (4,4 Milioni di imprese secondo i dati Cerved) erano i tempi lunghi di risposta e processi di erogazione inefficienti.

 Come riuscite ad offrire un’esperienza così distintiva, semplice  e personalizzata?  

Certamente è stato fondamentale collaborare con alcune Fintech di rilevanza internazionale, come Kabbage in primis e – per citarne altre – Saltedge e Ginger payments. Le Fintech portano velocità d’esecuzione, tecnologia e soluzioni alternative e innovative. Poi chiaramente fare parte di un Gruppo internazionale è stato un facilitatore: all’interno di ING, presente in 40 Paesi, favoriamo la condivisione di best practice. PAB, ad esempio, è stato lanciato per la prima volta in Spagna nel 2015, esperienza di cui si è fatto tesoro per rendere il processo ancor più efficiente ed efficace.

Dietro a Prestito Arancio Business c’è un’architettura tecnologica estremamente innovativa: come funziona?

Abbiamo messo a punto un processo di credito alle PMI che combina metodi di valutazione tradizionali del rischio con un modello di scoring evoluto: vengono compiute analisi in tempo reale sulla base di dati transazionali, grazie ad algoritmi che ricostruiscono la dinamica finanziaria del cliente. Tutti i dati vengono recuperati in tempo reale permettendoci di ottimizzare i tempi di elaborazione della richiesta di prestito e consentendo di accelerare i processi di delibera creditizia.

 Le PMI non sono tradizionalmente vostri clienti: come pensate di intercettarle?

Innanzitutto sfruttando la nostra customer base retail: ad oggi il 20% dei nostri clienti, che sono circa 1.300.000, risulta essere connessa al mondo PMI (socio, imprenditore). Inoltre potranno chiedere un prestito anche le PMI clienti di altre banche: è possibile collegare alla piattaforma di PAB conti correnti di terze banche per la valutazione della sostenibilità finanziaria, e questo rappresenta un’innovazione davvero distintiva rispetto al mercato.

 Quanto il partner vi ha supportato nella definizione del progetto?

Cerved è stato sicuramente un partner importante per la creazione di Prestito Arancio Business. Ci ha supportato: nel “pre-scoring” di liste PMI ai fini marketing, nella valutazione del merito creditizio e nel controllo e mitigazione del rischio di frode e nello scarico in tempo reale della visura camerale per i controlli dei poteri di firma in fase di customer due diligence.