Network analysis a valore aggiunto per una data fusion di nuova generazione, incentrata sui comportamenti degli utenti mobile. Grazie al processo di integrazione di più fonti di dati, infatti, è possibile ottenere informazioni più coerenti, accurate e utili a supporto dei processi decisionali.

Ogni giorno le tecnologie mobile generano un flusso di dati continuo: smartphone e tablet, infatti, accompagnano le persone, innescando migliaia di interazioni per ogni singolo dispositivo. Questi dati grezzi, anonimizzati alla fonte, producono informazioni che aiutano a capire come costruire nuovi modelli di business. Ad esempio, come si muovono nello spazio le persone, all’interno e all’esterno di certi perimetri urbani. Questi dati aiutano la Pubblica Amministrazione a capire come gestire la viabilità, a programmare gli orari dei mezzi di trasporto pubblici ma anche a supportare i servizi commerciali nella pianificazione delle aperture dei loro punti vendita in zone più o meno strategiche. All’interno delle superfici di vendita, in particolare, le informazioni geospaziali che ogni singolo utente lascia nell’etere, consentono di tracciare aspetti fondamentali del customer journey, dando ai retailer informazioni preziose a supporto del business.

Network analysis e geolocalizzazione

A spiegarlo a Cerved Next Filippo De Vita, Responsabile dei Servizi Digitali all’interno dell’area Corporate Marketing Enterprise di Vodafone Italia. Vodafone, infatti, non solo ha una rete di telecomunicazioni capillare, su cui continua a fare investimenti, ma ha anche sviluppato una nuova intelligenza legata all’analisi dei dati relativi al traffico mobile.

«Le nostre network analysis sono associate al nostro sistema di Big Data e Analytics – ha precisato De Vita -. Così mettiamo al servizio di ogni tipo di industria informazioni di immediata lettura, che permettono ai decisori aziendali di agire in tempo reale. Non si tratta di una profilazione delle persone. Le informazioni che gestiamo non dicono chi ma spiegano cosa fanno le persone. Non è il dato iniziale ad avere valore, infatti, ma il risultato che si può ottenere dal dato grazie all’applicazione di determinati algoritmi».

Il motore della nuova economia data-driven

Vodafone, in sintesi, integra i dati delle sue reti radiomobili (dati opportunamente anonimizzati, aggregati e criptati e solo con il consenso esplicito da parte dei clienti) con altre fonti: dagli open data demografici ai dati della stessa azienda utente, provenienti da negozi, mobile app, web e social. È così che la Network analysis consente alla data fusion una classificazione superiore.

«Le elaborazioni – ha proseguito De Vita -, basate su algoritmi proprietari sviluppati e testati per anni sulla base della nostra stessa esperienza e del rapporto con i clienti, sono conformi alle vigenti leggi di privacy e sicurezza. Nel caso del turismo, ad esempio, le nostre analitiche permettono di effettuare un conteggio estremamente preciso, con una mappatura in tempo reale dei loro comportamenti geospaziali. Qual è il valore di questi dati? Integrati ai dati Istat relativi alle ACE (Aree di Censimento) permettono di capire quante persone nel corso della giornata arrivano dalle periferie e ne fanno ritorno, quanti sono italiani, quanti sono stranieri ma, ad esempio, quanti sono i tifosi di una partita… Questo aiuta a programmare i mezzi di trasporto basandosi su un uso più intelligente di dati reali e granulari. Insomma: stiamo portando il valore di nuovi dati con informazioni che consentono di fare saving, di portare maggiore trasparenza ed efficienza nei servizi ma anche di creare nuovi modelli di business».

In generale, network analysis e algoritmi consentono di navigare meglio in direzione dei propri obiettivi. È la qualità delle informazioni abilita un agire positivo. I dati che vengono dalla georeferenziazione, pur essendo dati semplici, sono molto preziosi se correlati ad altri dati più strategici.

«Lavoriamo insieme a Cerved da tempo – ha ribadito De Vita –: integrando la nostra base dati alla loro stiamo imparando tantissimo, ampliando la nostra conoscenza del territorio. Stiamo facendo diversi proof of concept, lavorando con le aziende italiane per costruire sistemi più evoluti. Esistono 27 milioni di persone che, grazie ai loro dispositivi mobili, intersecano 45 milioni di nodi, generando 1 milione di connessioni invisibili. Il valore delle interpolazioni permettono di attuare network analysis importanti. Le informazioni, portate su una mappa, consentono di identificare un perimetro su cui effettuare ulteriori analisi, avvalendosi di dati dinamici nel tempo. Grazie alla collaborazione con Cerved, infatti, possiamo andare ben oltre la semplice descrizione socio-demografica, sviluppando profilazioni approfondite a livello micro-territoriale. Utilizzando sistemi informativi geografici (GIS), mappe aeree, modelli di analisi spaziali e un ricco patrimonio informativo costituito da data fusion, geo intelligence, open data e location analytics potendo offrire una panoramica completa del territorio e delle imprese italiane».

La combinazione sinergica di Open Data, Real Time Data e location analytics, infatti, consente di scattare una fotografia puntuale del territorio e di pianificare azioni di marketing mirate.

Il potere delle network analysis nel retail

I modelli analitici e i dati di Cerved su oltre 6 milioni di aziende italiane si affiancano così ai dati di Vodafone, diventando strategici per le imprese che puntano al presidio geografico del mercato. Un brand della distribuzione, ad esempio, può capire meglio le opportunità di aprire un nuovo negozio in un certo punto della città, avvalendosi non solo del livello di pedonalità di una zona ma anche delle analisi dei brand competitor in quell’area e dell’andamento dei loro business grazie ai dati Atoka di Cerved. La piattaforma, infatti, è dotata degli algoritmi di analisi semantica, che attingono al patrimonio dei dati ufficiali di Cerved in merito a tutte le aziende italiane (oltre 6 milioni) e dei dati raccolti da fonti aperte quali il web, i social network e di news e li rende disponibili attraverso diversi canali.

«Nel mondo retail – ha aggiunto De Vita – abbiamo la possibilità di analizzare e fornire dati in modo più efficiente, grazie alla possibilità di analizzarli tramite il wi-fi, ma anche le telecamere o i beacon installati in prossimità e dentro il negozio e con le applicazioni cliente (previo consenso esplicito da parte dei clienti stessi). Questo supporta tutte le iniziative commerciali ma anche quelle più propriamente legate al marketing strategico».

Le soluzioni di Vodafone per gli In-Store Analytics analizzano i movimenti dei clienti all’interno dei negozi, tracciandone in maniera assolutamente anonima il comportamento di acquisto. Questo permette di rendere più efficiente l’esposizione dei prodotti perché si riesce a individuare i punti focali, dove concentrare l’offerta e come renderla più attrattiva. Si può migliorare l’allestimento del negozio, allestendo degli spazi dedicati a specifici cluster di clienti, ottimizzare gli ordini grazie all’analisi dei dati sui prodotti visti, provati e acquistati.

«È inoltre possibile conoscere il cliente, ma anche categorizzare la base cliente per differenziare l’offerta, allargarla e personalizzarla singolo – ha concluso De Vita -. La tendenza in questo ambito è di utilizzare sempre di più metriche applicate al mondo del web, per seguire il cliente nel suo percorso unico all’interno del negozio, partendo dall’efficacia della vetrina fino ad arrivare all’acquisto e all’uscita. Il futuro di questo servizio riguarda la capacità di ingaggiare il cliente nel luogo e nel momento giusto con comunicazioni sempre più personalizzate e rilevanti per il cliente».

Guarda l’intervista a Marcello Rossi, Digital Solutions Sales Manager di Vodafone: “Il ruolo di una compagnia di telecomunicazioni in una Data Driven Economy”