L’alternativa al credito bancario deriva dal matrimonio tra finanza e tecnologia. Così nasce l’invoice financing o anticipo fatture che oggi è possibile gestire completamente on-line grazie a Credimi, la piattaforma di finanziamento digitale dedicata alle imprese.

Abbiamo intervistato Ignazio Rocco di Torrepadula, founder e Ceo di Credimi, startup innovativa che con l’invoice financing garantisce flussi di cassa continui alle imprese.

Che cos’è l’ invoice financing e come funziona?

L’ invoice financing è una tipologia di finanza alternativa che vede nella cessione delle fatture lo strumento per garantire flussi di cassa continui alle imprese. Tutte le aziende hanno crediti commerciali pagati generalmente a 30-60-90-120 giorni e hanno necessità di anticipare, finanziare e gestire questi crediti. In questo segmento si inserisce il business del finanziamento del capitale circolante, attraverso l’anticipo delle fatture, in cui opera Credimi che offre un modo per farlo che è più semplice, veloce e personabilizzabile rispetto ai sistemi tradizionali già esistenti sul mercato.

La nostra mission è rendere liquido il capitale circolante con tempi e costi contenuti. Anticipiamo alle aziende il credito relativo a fatture emesse con una scadenza fino a 12 mesi. Il tutto avviene online. All’azienda basta fare l’upload della fattura di cui chiede l’incasso in anticipo e in 48 ore riceve una risposta. Se va tutto bene in 3-4 giorni la società riceve il bonifico della prima fattura. Mentre per le fatture successive della stessa azienda bastano poche ore per incassare il bonifico.

Con Credimi si finanziano e gestiscono i crediti commerciali esclusivamente via web senza muoversi dal proprio ufficio, senza usare carta, ottenendo risposte in tempi velocissimi. E’ inoltre possibile personalizzare le soluzioni con rapidità senza passare da procedure contrattuali molto complicate grazie al web, alla tecnologia e ai dati.

Con quali strumenti valutate i rischi?

La valutazione del rischio è molto importante per Credimi. Noi utilizziamo una quantità di dati molto ampia e differenziata. Ovviamente guardiamo i dati che provengono dai bilanci, quelli riguardanti i titolari, il consiglio di amministrazione e il management. Analizziamo i dati sulla regolarità dei pagamenti, i dati sull’andamento del debito che provengono dalla Centrale Rischi di Banca d’Italia. Facciamo una serie di analisi di indicatori di frode potenziale e naturalmente consideriamo i dati che ci consentono di verificare il grado di rischio di solvibilità e di antiricioclaggio.

In una azienda come Credimi che è tecnologicamente avanzata, l’attenzione al rischio di frode è particolarmente elevata ed è maggiore rispetto a un operatore bancario tradizionale. Quindi, analizziamo con cura la regolarità delle transazioni che ci vengono presentate ma anche il rischio delle controparti.

Un algoritmo analizza una massa di dati enorme, 2mila variabili, che scarica da fonti multiple. Sulla base di queste informazioni la “macchina” presenta una prima decisione al nostro professionista su rating e rischi. Ed è lui a prendere la decisione finale. In media, meno della metà delle domande viene approvata.

Quanto è importante la partnership con Cerved?

La partnership con Cerved è strategica. Cerved è un fornitore importantissimo di informazioni anche strutturate. Ad esempio le informazioni di natura bilancistica sono aggregate ma possiamo anche scomporle, secondo le nostre necessità, in dati elementari.

Allo stesso tempo le informazioni ricevute da Cerved sui consigli di amministrazione, sulle partecipazioni incrociate contengono già tutta una serie di elaborazioni di grande importanza per noi perché le analisi che facciamo riguardano il rischio di credito e di frode.

Qual è il valore di questo modello di business per il mercato italiano?

Il mercato del finanziamento dei crediti commerciali in Italia è molto grande. L’Italia è partita in ritardo ma sta crescendo più di tutti. Dal 2015 al 2107 ci sono circa 350 milioni di finanziamenti effettuati con fatture digitali mentre in Inghilterra, dove il giro d’affari è ben più ampio, nei primi tre anni questo numero era poco più di 100 milioni.

La crescita esponenziale di questo mercato è legata in primo luogo alla lentezza dei pagamenti in Italia dove per incassare una fattura occorrono in media 85 giorni. In Europa solo la Grecia fa peggio (86 giorni) e nel mondo la Cina (89). Questa lentezza immobilizza il capitale circolante, un macigno che oggi pesa sui bilanci delle aziende per 500 miliardi, frenando innovazione e crescita. Il secondo motivo è legato al bisogno di velocità di credito che le aziende hanno per cogliere le opportunità di affari.

Inoltre, l’importanza di questo mercato non è solo legata al suo valore ma anche a tutta la complessità e al lavoro che richiede. Gestire i crediti commerciali non significa solo finanziarli ma avere tutto un sistema di monitoraggio del rischio complessa e costosa riguardante sia i clienti che i fornitori.