Startup innovative e incumbent verso la Fintechintegration e oltre. L’innovazione disruptive del mondo Fintech rappresenta un’opportunità per evolvere, creare sinergie ed essere attori, non passivi, della trasformazione digitale in atto

FinTech? Si grazie! Il significato del successo che si manifesta dietro all’onda montante delle startup più innovative non solo sta ridisegnando il mondo delle istituzioni finanziare ma sta definendo nuove dinamiche evolutive che rivoluzionano (in positivo) il settore dei Financial Services. Il comparto delle Fintech, infatti, è caratterizzato da startup che, grazie alla capacità di avvalersi delle più avanzate tecnologie dell’informazione, riescono a ideare e rilasciare nuovi prodotti e nuovi servizi con un’efficacia e una rapidità che gli incumbent non sarebbero mai in grado di raggiungere. Chi lo ha capito, piuttosto di cercare di costruire rapidamente sistemi Fintech, si sta muovendo con operazioni di apertura verso le stesse realtà che stanno minacciando i loro business.

Fintech e incumbent: storie d’amore (e di business)

Anche in Italia stanno crescendo le realtà che cercano nuove partnership con le Fintech. Le testimonianze più significative sono state raccontate in diretta da alcuni protagonisti straordinari nel corso di Cerved Next. Durante la sessione intitolata “Startup innovative e aziende, istantanea di una storia d’amore”, Giovanni Iozzia, Chief Editor di EconomyUp, ha presentato al pubblico una serie di coppie illustri, aiutando a mettere a fuoco i business capaci di reinventarsi e potenziare prodotti e servizi in un contesto data driven.

«Il mondo finanziario si trova a cavallo di un cambiamento epocale – ha spiegato Iozzia -: l’omnicanalità ha diversificato i livelli di interazione, di relazione e di pagamento. L’evoluzione tecnologica ha fatto capire alle aziende che Customer Relationship Management e Customer Experience Management sono due facce della stessa medaglia. Negli ultimi anni le startup Fintech specializzate su attività verticali hanno cominciato ad erodere i business tradizionali. Se, fino ad oggi, il mondo finanziario non aveva ancora sfruttato appieno le opportunità digitali, adesso gli operatori vogliono recuperare il terreno. L’obiettivo? Acquisire innovazione ma anche competenze, accogliendo in azienda gli sviluppatori più abili e intraprendenti ma anche le aziende più abili e innovative. Nascono così delle vere e proprie storie d’amore, che partono con un fidanzamento e spesso finiscono in un vero e proprio matrimonio».

Gli incumbent, infatti, devono far fronte a una crisi dei modelli tradizionali, ricercandone di nuovi, e rispondere alle esigenze di un consumatore sempre più digitale, sviluppando offerte maggiormente personalizzate e puntando sull’omnicanalità a discapito dei concetti di prossimità e di territorio.

Fintech e Finintegration

Le opportunità che la Fintegration offre all’ecosistema finanziario sono diverse. I percorsi di integrazione possono condurre a una rivisitazione dell’offerta a livello di front end, attraverso l’introduzione di nuovi servizi digitali o nuovi concept rispetto ai servizi tradizionali. L’integrazione ha un impatto strategico anche a livello di back end: realtà innovative, snelle e agili, le FinTech possono aiutare gli incumbent a far evolvere anche le loro infrastrutture interne, consentendo loro di acquisire competenze tecnologiche altamente specializzate, in primis Artificial Intelligence, Blockchain, Identity Digital Management. Acquisizioni e partnership permettono al mondo finanziario di sviluppare soluzioni digitali innovative, aiutando gli incumbent a riposizionarsi in uno scenario in cui l’omnicanalità impone una rapida trasformazione del comparto. Tre i percorsi di possibile integrazione:

  • operazioni di acquisizione di Startup da parte degli Incumbent
  • ingresso nel capitale attraverso la costituzione di Fondi di Corporate Venture Capital o Acceleratori
  • accordi di partnership commerciale tra le parti

La storia tra Nexi e Sparkling18

Un esempio significativo è il caso di Nexi, che negli scorsi mesi ha ufficializzato l’integrazione della Fintech Sparkling18 nella divisione Nexi Payment.

«Ci occupiamo di pagamenti elettronici omnichannel rivolgendoci ai grandi merchant della distribuzione così come ai retailer più piccoli – ha dichiarato Roberto Catanzaro, Direttore Business Development di Nexi -. Il nostro obiettivo è sfruttare il momento di incontro del cliente con il brand rappresentato dal pagamento, per costruire un’integrazione con il CRM. Abbiamo iniziato a collaborare con Sparkling18 tre anni fa. All’inizio non è stato facile definire una collaborazione perché per noi i tempi non erano maturi ma, come ci insegnano i giganti digitali più disruptive, l’innovazione spesso arriva dai garage non dagli uffici delle corporate. Abbiamo dovuto accettare e abbracciare il concetto dell’Open Innovation ma, dopo due anni, siamo ancora innamorati. Il fidanzamento a distanza, però non aveva senso: sposarsi in maniera forte aveva molto più senso. Sparkling18 è una Fintech ha delle capacità assolutamente distintive sul mercato, sviluppando componenti applicative per i pagamenti in mobilità sia per grandi marchi ed esercenti, con applicazioni mirate ad esperienze di acquisto multicanale. Crediamo che entrambi gli aspetti siano una chiave per aumentare la penetrazione dei sistemi di digital payment».

«Dal 2013 il nostro focus sono i pagamenti elettronici omnicanali: eCommerce, ePayment, mCommerce ed mPayment – gli ha fatto eco Manuel Baharier, Founder di Sparkling18 -. La nostra solidità sta nell’aver lavorato intensamente per ottenere la certificazione PCI DSS 3.2 level 1 che oggi ci permette di offrire servizi di pagamento e loyalty in totale sicurezza per tutte le parti in gioco: esercenti, consumatori, banche. Abbiamo iniziato con Wannappay’t, una piattaforma innovativa, sviluppata internamente, che ci ha permesso l’ingresso nel mercato B2B e che è in grado di coprire l’ultimo miglio dei nostri clienti per farli diventare omnichannel».

A onor del vero va aggiunto che Sparkling18, nell’ambito dei New Digital Payment, oggi è l’unica azienda italiana riconosciuta tra i Gold vendor dei servizi di pagamento digitale di Mastercard. Considerando come in tutto il mondo sono solo 7 le aziende riconosciute da Mastercard come partner di livello Gold, il riconoscimento è emblematico.

La storia tra Reda e Lanieri

Coniugare l’eccellenza sartoriale italiana con un’innovativa modalità di vendita omnichannel è stato l’inizio di una storia d’amore tra un pool di lanifici biellesi, tra cui la storica azienda Reda, e Lanieri, una startup che ha sviluppato una piattaforma di ecommerce di abiti su misura maschili Made in Italy.

Dopo un investimento iniziale da 1,5 milioni di euro, Reda ha ora aumentato la partecipazione con un ulteriore investimento di 3 milioni. «Avevamo alle spalle oltre 150 anni di tradizione nel tessile sartoriale – ha raccontato Ercole Botto Poala, CEO di Reda -. Sette anni fa abbiamo deciso di andare verso il consumatore finale. Abbiamo iniziato a lavorare insieme a un nostro concorrente, cercando di immaginare come poter creare un abito su misura on line, perseguendo comunque la volontà di rimanere coerenti con gli standard del migliore Made in Italy. Certo è che portare innovazione nella tradizione richiede un pensiero laterale. Lanieri rappresenta per Reda una finestra sul futuro, su un mondo che sta cambiando e che sicuramente diventerà sempre più digital. Seguendo la coerenza strategica di Reda, abbiamo deciso di investire, ancora una volta, sull’unico e-commerce di abiti su misura a vantare una filiera totalmente Made in Italy che in questi primi anni di collaborazione ha raggiunto risultati economici superiori alle nostre aspettative. È con questo spirito e grazie alla loro energia e competenza che guardiamo a Lanieri con fiducia sempre crescente».

«Grandi aziende del biellese hanno creduto nel nostro modello di business e nella nostra volontà di promuovere il vero Made in Italy – ha commentato Simone Maggi, co-founder e Ceo di Lanieri -. Grazie a questo nuovo investimento possiamo guardare con più forza al di là dei confini nazionali. In tutto il mondo si potrà indossare un capo su misura italiano, ordinato direttamente dal divano di casa”.

Lanieri è una startup che ha conquistato la fiducia di oltre 5.000 clienti che hanno deciso di acquistare capi dell’abbigliamento maschile su misura (come abiti, camicie, smoking, cappotti) ad un prezzo altamente competitivo e confezionati con i migliori tessuti italiani. Coniugando innovazione tecnologica e grande capacità imprenditoriale, i soci fondatori, Simone Maggi e Riccardo Schiavotto, hanno saputo immaginare un duplice format: vetrina su strada e atelier, aiutando così i clienti a fidelizzarsi a un nuovo concept sartoriale che, attraverso la standardizzazione di una serie di modelli, procedure e accortezze che appartengono alla migliore tradizione sartoriale, permette di scegliere tra 10 milioni di combinazioni possibili, scegliendo poi il percorso d’acquisto preferito, on line oppure offline.

La storia tra Cerved e SpazioDati

Dura da quattro anni la liason tra Cerved e SpazioDati, startup che opera nell’ambito dei Big Data Analytics, specializzata  nella creazione di nuovi modelli decisionali guidati dall’intelligenza delle informazioni. La mission? Collegare, filtrare, analizzare e contestualizzare dati provenienti da fonti pubbliche (gli Open Data) e proprietarie, in modo che questi possano essere facilmente utilizzati dagli sviluppatori e dalle aziende utenti.

«Ci siamo innamorati di SpazioDati già nel 2014 – ha detto Valerio Momoni, Direttore Marketing e Product Business -, investendo nella sua crescita: finanziandola in fase di start up e favorendone il consolidamento. Cerved per essere data driven ha bisogno di raccogliere dati dalle più svariate fonti e su questi dati inventare soluzioni. SpazioDati offre strumenti agili di marketing e sales intelligence che consentono di trasformare liste di potenziali clienti in target. Grazie alle competenze di analisi del team, ha realizzato prodotti come Atoka, già inclusi nel portafoglio di offerta del gruppo Cerved. Le soluzioni di SpazioDati utilizzano filtri che agiscono sull’intero database proprietario di Cerved, permettendo una scrematura su oltre 6 milioni di aziende italiane. Insomma: il nostro è diventato un matrimonio giustificato dalla fede e dai dati. Le aziende, infatti, non parlano la stessa lingua delle startup (e viceversa). Continuando con le metafore, sposarsi non è il problema. La sfida è che, a matrimonio concluso, bisogna trasformare il rapporto, adattando i processi interni all’innovazione per traguardare quello che succederà. E non sempre le Fintech hanno la capacità di capire i tempi e i modi delle aziende che le sposano…».

«Siamo nati con l’obiettivo di democratizzare l’accesso ai dati e consentire a tutti di beneficiare di questa nuova rivoluzione della conoscenza che sono i big data – ha ribadito Michele Barbera, CEO di Spazio Dati -. Il nostro obiettivo è rendere i dati non solo fruibili ma usabili, farne cioè non soltanto uno strumento di analisi ma anche di business. Grazie a Dandelion API, estraiamo dati strutturati da documenti che strutturati non sono (ad esempio un tweet, una pagina web, un commento su Facebook, un testo legale, il bilancio di un’azienda) per offrire algoritmi intelligenti che aiutano a estrarre dai documenti ciò che interessa (come i concetti-chiave, nomi di persone, indirizzi, cifre). Oltre a essere informazione, infatti,i dati sono anche opportunità per trovare nuovi potenziali clienti in modo intelligente e preciso o per monitorare i propri concorrenti».

«Questo matrimonio ha creato un cambiamento non solo sui mercati ma anche all’interno della nostra azienda – ha concluso Momoni -. Siamo convinti che i dati vadano fatti girare. Un esempio? A giugno la sezione speciale del Registro delle Imprese contava circa 9300 iscritte, ma gli algoritmi di ricerca semantica di SpazioDati ne hanno scovate altre 4800 sulla base dei loro contenuti sul web. In questo contesto rientra anche la Data-driven Competition, lanciata proprio al Cerved Next e rivolta a professionisti della programmazione, del Fintech e della digital transformation. L’obiettivo è far emergere nuovi casi d’uso per le API di Cerved, e inserire il migliore nei prossimi prodotti Cerved per le aziende del mondo Fintech e, più in generale, per tutte le aziende che vogliono cavalcare l’Economia 4.0 ».

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