Digital twins metafora di una rivoluzione non troppo silenziosa di quella data-driven society di cui si è parlato tanto  nei giorni scorsi a Cerved Next 2019. La digital transformation porta informazione, automazione e innovazione. Ma la natura del cambiamento è molto più profonda. Quando la realtà si dematerializza per clonarsi in una dimensione digitale fatta di dati e di correlazioni che collegano in maniera dinamica il mondo fisico al mondo virtuale cosa succede alla governance? Gartner li chiama digital twins: sono milioni di dati che equivalgono a tutti i gemelli digitali di cose, persone, animali, veicoli e dispositivi caratterizzati da una doppia vita, analogica e digitale.

Digital twins, specchio virtuale del mondo reale

L’origine dei digital twins sono tutte quelle tecnologie che impattano sulle organizzazioni, innescando una scomposizione dei modelli di business, dei processi e delle professioni. Con la Internet of Things asset e prodotti diventano parlanti grazie a sistemi di etichettatura sempre più intelligenti e precisi. Il world wide web e i social hanno moltiplicato le relazioni della gente, attraverso tante nuove connessioni. Mediata dalle tecnologie, l’esperienza umana cambia profondamente il suo modo di comprendere le aziende e le loro interrelazioni. La robotica e algoritmi sempre più performanti stanno modificando la velocità con cui processiamo le informazioni e diamo risposte operative sempre più efficienti.

Cosa accadrà quando tutte le tecnologie più straordinarie usciranno dai laboratori e dalle fabbriche e arriveranno vicino a ognuno di noi, dal 5G ai computer quantistici? Cosa succederà quando avremo tutte le risorse computazionali a portata di mano, con Intelligenza Artificiale e machine learning di prossimità?

«Il mondo si popolerà di prodotti autonomi, robot e digital twins, innescando processi automatizzati e interazioni bimodali (phygital – physic & digital) che vedranno cooperare e interagire esseri umani e macchine sempre più intelligenti – ha spiegato Peter Sondergaard, maître à penser a livello globale, ex uomo Gartner e oggi Founder & ExecutiveAdvisor di The Sondergaard Group -. Quale sarà il ruolo della leadership in questo cambiamento epocale della cyberumanità?».

H2M (Human to Machine): ecco cosa sta cambiando

In questo momento l’uomo sta insegnando alle macchine a imparare da sole. L’Intelligenza Artificiale e il machine learning sono ancora agli esordi. Programmate dall’uomo, le macchine stanno facendo quello che gli diciamo di fare. Nel momento in cui saranno in grado di apprendere da sole, di autoripararsi e di capire sempre meglio come dare risposte puntuali e contestuali alle loro funzioni le aziende dovranno rivedere tutte le loro logiche organizzative. Rispetto all’interazione uomo-macchina assisteremo a una rivoluzione che spianerà la strada a nuove relazioni e a nuovi ruoli che coinvolgeranno i dipendenti ma anche i clienti.

«Ci sono diverse categorie tecnologiche che hanno un fortissimo impatto sul business – ha proseguito Sondergaard -. La progettazione della User Experience si riflette sulla produttività. Realtà Aumentata e Virtual Reality impattano sia sull’ingaggio che sull’esperienza dei consumatori.  Le nuove tecnologie conversazionali rivoluzionano le competenze. Esperienze sempre più integrate e bimodali nonché i Digital Twins cambiano la leadership. Una programmazione sempre più spinta rende qualsiasi azienda software-defined. A questo lungo elenco si aggiunge l’ingresso sempre più pervasivo di AI e machine learning che creano nuove opportunità di business ma anche nuove partnership tra specialisti della programmazione e specialisti del business».

Digital Twin Organization e processi autonomi

Processi automatizzati e imprese improntate alla gestione dei digital twins cambiano i modelli di business e le strutture organizzative. Già oggi si stanno creando nuovi ecosistemi in cui le filiere, grazie alle tecnologie, sono sempre più integrate e collaborative. Il progresso digitale sta aiutando le imprese a essere più efficienti ma anche più economiche. Ai da un lato e robotica dall’altro, unitamente a una dematerializzazione incalzante che sta portando tutte le aziende a lavorare insieme attraverso piattaforme di comunicazione e di scambio basate su standard e paradigmi di sicurezza condivisi stanno cambiando ruoli e professioni.

«Questa evoluzione traghetterà le aziende da una dimensione organizzativa bimodale a un’organizzazione Agile – ha concluso Sondergaard -. Da una struttura di business funzionale si passerà a un modello di business collaborativo multifunzionale. Le metriche utilizzate non saranno più quelle reattive: grazie a una buona gestione dei dati e degli algoritmi saranno proattive. Anche a livello di budget, invece di ragionare sull’annualità si passerà ad un approccio di tipo iterativo in funzione dei risultati aziendali. Anche la gestione delle risorse umane invece di essere impostata con cadenza annuale e di tipo top down diventerà di tipo iterativo e a 360°. Non ci sarà più una cultura gerarchica: le aziende saranno piatte, con vie di comunicazione brevi, processi agili, cross-funzionali, caratterizzate da dinamiche estremamente flessibili che abilitano processi di miglioramento continuo grazie a team multifunzionali capaci di riconfigurarsi in base alle necessità, determinando risultati aziendali positivi. Le aziende non saranno più incentrate sulla progettazione ma saranno orientate costantemente a definire sempre nuovi prodotti e servizi».

Verso una cyberumanità (e oltre)

Quando il business diventa il digitale stesso, non ha senso separare l’IT dal business e nemmeno separare i budget legati agli investimenti. Le tecnologie saranno pervasive a qualsiasi livello organizzativo. L’esperto invita i leader ad aprirsi a una nuova cultura manageriale in cui uomini e macchine vanno capiti e gestiti secondo nuove scale di interazione e di sviluppo. Il tutto imparando a comunicare bene tecnologie, concetti e obiettivi con ogni tipo di pubblico (anche quello meno alfabetizzato a livello di tecnologie e di processi) per trasmettere correttamente le vision.

L’impatto dei digital twins sui modelli finanziari cambia le politiche di princing, i ritorni economici, le metriche e la cash conversion. Il valore aggiunto di questa trasformazione del lavoro e della società che coniuga mondo fisico e mondo digitale porta maggiore qualità, maggiori servizi e, ovviamente, maggiori dati. La leadership dovrà essere capace di capire strategicamente in che modo le diverse tecnologie possono essere utilizzate per accelerare il business o per creare nuove opportunità di business.