Data & Digital ovvero gestione delle informazioni supportate da una serie di tecnologie che diventano una leva strategica per abilitare nuove modalità di comunicazione e di servizio che portano il mondo finanziario a reinventare i criteri di relazione e di fiducia. Se ne è parlato in occasione di Cerved Next 2019. Tanti gli esperti che si sono susseguiti sul palco per capire come capitalizzare Data & Digital così da affrontare le nuove sfide del business attraverso una nuova cultura finanziaria innestata in un mondo di dati.

Data & Digital inaugurano l’era della contaminazione

«Nei modelli di valutazione del rischio di credito i dati sono sempre stati fondamentali – ha spiegato Emanuela Maria Giusti, Head of Credit Risk Management in Private and Commercial Banking, Deutsche Bank -. Le tecnologie digitali sono un’opportunità ma serve un accompagnamento. A dire la verità, le Fintech sono un elemento di preoccupazione ma anche un’opportunità per le banche. La sfida? Coinvolgere i clienti in modo attivo in un’evoluzione dei servizi che presuppone un nuovo rapporto di scambio e di fiducia tra gli istituti e i correntisti».

Data & Digital nel mondo finanziario, infatti, esprime al meglio un rapporto di do ut des: nel momento in cui il cliente dà le sue credenziali di accesso (in modalità criptata e sicura) può ricevere in cambio uno o più servizi a valore aggiunto.

PSD2 tra processi di autenticazione e di comunicazione

A questo proposito gli esperti ricordano l’entrata in vigore della Payment Services Directive 2. Con la PSD2 l’Unione Europea intende aumentare la protezione dei consumatori quando pagano online, ma anche di promuovere lo sviluppo dei pagamenti in mobilità attraverso l’open banking. A essere conformi alla prima fase della PSD2 ad oggi sono 25 Gruppi bancari di sette Paesi europei che hanno predisposto gli ambienti di test, secondo la road map prefissata dall’EBA (European Banking Authority) e dalle rispettive Autorità Nazionali Competenti. La chiave di volta dell’open banking oltre a binomio Data & Digital sono apposite interfacce dedicate end-to-end, compresa la gestione dei consensi e la verifica di conformità ai regolamenti PSD2 dei TPP, che permettono ai fornitori di terze parti di accedere alle informazioni sul conto del cliente in modo corretto, affidabile e sicuro. Non solo le transazioni sono protette da soluzioni di Strong Customer Authentication (SCA) ma, prima che i dati vengano inviati o che il pagamento venga elaborato, i clienti devono fornire il proprio consenso.

«Sulla cessione delle credenziali possiamo dire che Telepass è stato un precursore – ha commentati Luca Daniele, Amministratore Delegato di Telepass Pay -: in pratica, eravamo una Fintech senza saperlo. Disintermediare il pagamento di un servizio avendo accesso diretto al conto dell’utente con un incasso posticipato del transito autostradale è stato il primo servizio a essere recepito come un grosso valore aggiunto da tutti i clienti. Migliorare il credito significa migliorare il business: Data & Digital permettono di dare risposte rapide se non immediate permettendo di sviluppare nuove chiavi di servizio. Ci siamo dotati di un data lake e stiamo ingestando informazioni (anche grazie alla partnership con Cerved) per portare il rapporto con i clienti a un nuovo livello, supportati dall’Intelligenza Artificiale e dalle analisi. In questo momento abbiamo bisogno di dati di tipo esperenziale per chiudere il cerchio e garantire il prodotto giusto al momento giusto. Tra i servizi più innovativi che abbiamo lanciato, la possibilità per i clienti di Telepass Pay di prenotare il lavaggio dell’auto o della moto mentre sono parcheggiate».

In una zona coperta dai washer, basta essere cliente Telepass Pay, aprire l’app e prenotarsi, selezionando data e ora in cui si richiede che il servizio venga erogato, nonché la posizione del veicolo. Il lavaggio auto su strada viene effettuato rigorosamente a mano e prevede la pulizia della carrozzeria esterna, vetri, cerchioni e applicazione nero gomme con prodotti waterless, biodegradabili e non inquinanti, lasciando uno strato di protezione ulteriore sulla vernice. Il tutto mentre il proprietario sta facendo le sue commissioni.

Essere disruptive significa creare quell’innovazione che non c’era

Fattorizzare il merito creditizio del cliente per costruire nuove piattaforme di offerta e di servizio non può prescindere da quell’accoppiata vincente, costituita da Data & Digital. L’automazione e l’intelligenza aumentata, infatti, aiutano a ridurre i costi permettendo a tutte le realtà del comparto finanziario di contribuire a creare quell’innovazione …che non c’era.

«Si potrebbe dire che imparare a utilizzare i dati è la più grande sfida dell’umanità dopo quella di usare il telecomando – Michele Cermele, Amministratore Delegato di Cerved Credit Management -. In Cerved gestiamo ogni giorno una mole davvero esponenziale di dati. Prendiamo in carico oltre 70mila posizioni, per un totale di 47mila nuovi soggetti, gestendo le informazioni relative a 8mila garanzie e qualcosa come 120mila movimenti contabili che generano ulteriori informazioni. Ogni settimana aggiorniamo i dati relativi a 8.200.000 soggetti che in dettaglio significano 65mila nuovi recapiti, 84mila nuovi documenti, 12mila procedure legali censite o aggiornate, 37mila visure catastali, 3mila immobili censiti, più di 800 perizie. A questi dati fanno poi seguito 750mila telefonate, 140mila registrazioni vocali e 17mila messaggi via SMS o via Whatsapp. I dati ci aiutano a gestire meglio la settimana successiva. La questione è cosa può fare l’algoritmo e cosa può fare la persona. Non dobbiamo, infatti, essere sopraffatti dall’eccesso di dati. Dobbiamo imparare a leggerli attraverso una progettazione intelligente dei processi.

Da decenni in Cerved viviamo di dati ma essere autarchici non ha mai funzionato. Per questo che ci siamo attivati attraverso processi di acquisizioni e di partnership così da portare in casa un Big Data Management allo stato dell’arte ma anche quella dose di fantasia e creatività che ci permettono di fare la differenza e di vendere risultati».