Sono molti gli spunti emersi dal convegno “I big data nella Pubblica Amministrazione. Costruiamo un futuro data-driven” tenutosi il 7 Maggio a Roma.

L’evento è stato promosso da INPS e Cerved che dal 2018 hanno stretto una collaborazione che rende disponibili su VisitINPS Scholar i dati di Cerved sui bilanci di tutte le società di capitali italiane.

Al centro del dibattito è stato il ruolo dei big data come strumento informativo a disposizione di policy-makers, istituzioni di ricerca e opinione pubblica e al servizio del cittadino.

I rappresentanti delle due organizzazioni, insieme a diversi studiosi provenienti da istituzioni pubbliche e private italiane ed internazionali, si sono confrontati su come migliorare le scelte di politica economica combinando al meglio le banche dati a disposizione.

In quest’ottica, il responsabile scientifico di Visitinps Pietro Garibaldi ha illustrato i risultati della piattaforma che dal 2015 rende fruibili i dati degli archivi INPS ad una platea sempre più estesa di studiosi di enti di ricerca italiani e internazionali. Come sottolineato dal Presidente dell’INPS Pasquale Tridico, intervenuto all’evento, si tratta di un lavoro pregevole che estende le opportunità di studio e analisi sulle istituzioni pubbliche e sul sistema di welfare italiano.

Big data nella PA

 

I dati del portale VisitINPS rappresentano una fonte informativa di grande rilevanza anche perché possono essere associati e integrati a fonti informative di diversa natura per effettuare analisi e valutazioni ad ampio spettro sulle politiche pubbliche. Abbinando le banche dati INPS e quelle di Cerved è possibile sviluppare analisi ad un notevole livello di dettaglio su una pluralità di temi economici, politici e sociali mettendo in relazione i dati granulari tratti dalle prestazioni INPS e i dati sugli andamenti del sistema produttivo tratti dai bilanci delle aziende, dettagliando le informazioni a livello di settore e di territorio ed eventualmente arricchendo il patrimonio informativo con strumenti di web semantic e big data analysis.

Per Guido Romano, responsabile dell’ ufficio studi e delle relazioni esterne di Cerved, la collaborazione con VisitINPS è importante sia in termini di responsabilità sociale che per perseguire un approccio di open innovation su cui l’azienda punta convintamente. I big data e l’open innovation possono, infatti, essere una grande occasione di sviluppo per la PA, apportando dei vantaggi concreti in diversi campi: dalla razionalizzazione degli incentivi alle imprese ad una migliore gestione degli asset pubblici e dei NPL, dall’identificazione di interventi più aderenti alle esigenze dei destinatari all’incremento della rapidità e dell’efficacia delle prestazione offerte ai cittadini.

Nel campo della ricerca, l’utilizzo dei big data offre agli studiosi l’opportunità di spingersi oltre le metodologie di analisi tradizionali e di approfondire tematiche ancora inesplorate generando nuove evidenze empiriche da cui amministrazione pubblica e policy makers possono attingere. I contributi della prima sessione del convegno hanno presentato i risultati di due analisi empiriche realizzate integrando dati di VisitINPS e Cerved. Francesca Lotti di Banca d’Italia ha presentato uno studio sugli effetti della presenza di connessioni politiche nel management aziendale sui processi di innovazione e sulle performance a livello di impresa, mentre Fabiano Schivardi della Luiss ha evidenziato, misurando le variazioni delle performance delle imprese successive alla sostituzione involontaria dei dirigenti a causa di motivi di salute, come alcuni segmenti del sistema produttivo italiano (“thin markets”) risutino essere vincolati in misura maggiore dalla scarsa offerta locale di capacità manageriali piuttosto che dalla riluttanza delle imprese ad aprirsi a pratiche manageriali esterne all’azienda.

Big data nella PA

Fonte: Sauvagnat J. E Schivardi F., Are executives in short supply? Evidence from sudden deaths, Visitinps Conference I Big Data nella PA, INPS&Cerved, Maggio 2019

 

Nell’ambito del convegno si è anche discusso di come un approccio data-driven nell’analisi dei fenomeni economici e sociali possa fornire ai decisori politici un framework più completo per prendere decisioni evidence-based, che siano più efficaci nel centrare i target di riferimento delle policy. In questa prospettiva, Massimiliano Tancioni de La Sapienza ha illustrato come l’utilizzo dei dati sulle comunicazioni obbligatorie possa essere impiegato per effettuare previsioni sul mercato del lavoro, Filomena Maggino de La Sapienza ha fornito un quadro di riferimento sui rischi e le opportunità derivanti dall’utilizzo dei big data a scopo pubblico, Emanuele Schirru ha illustrato le modalità di data collection utilizzate da SOSE – Soluzioni per il Sistema Economico – nell’elaborazione di analisi fiscali e settoriali, mentre Gabriele Antonelli, Presidente della start up innovativa Spazio Dati, ha presentato una serie di casi in cui l’utilizzo dei big data e della web semantic si è rivelato uno strumento efficace per fornire soluzioni a supporto del pubblico. In assenza del dato amministrativo, o integrando quest’ultimo, i big data consentono di mappare gli attori presenti sul territorio, in tempo reale e in maniera dinamica, integrando differenti dimensioni di analisi ed elaborando di volta in volta nuove categorie a seconda delle esigenze dei policy-makers.

Tirando le conclusioni, Guido Romano di Cerved e Massimo Antichi di INPS hanno rimarcato la necessità di esplorare nuovi spazi di collaborazione e di intervento, continuando a seguire un approccio improntato all’open innovation e nel rispetto dei diritti del cittadino.