Le abitudini dei pagamenti , raccolte in Payline, il database di Cerved con oltre tre milioni di imprese, costituisce un termometro puntuale per monitorare le condizioni di liquidità del nostro tessuto produttivo.

Attraverso queste informazioni l’Osservatorio pagamenti del quarto trimestre 2020 analizza gli effetti che l’emergenza sanitaria ha avuto sulle abitudini di pagamento del sistema imprenditoriale italiano.

Andamenti generali

I dati indicano che la pandemia ha avuto un impatto significativo sulle imprese. Nel secondo trimestre del 2020, la quota di fatture scadute che non sono state pagate è aumentata portandosi al 17,7%, sui livelli del 2015 (contro il 13,7% del 2q 2019).

Nell’ultimo trimestre, con la parziale ripresa dell’attività economica, i mancati pagamenti hanno subito una riduzione rientrando sui livelli pre-Covid.

I pagamenti sono diventati più regolari anche grazie a un processo di selezione del mercato: per effetto della pandemia, infatti, è aumentato il numero di imprese non più censite in Payline, un segnale di possibili interruzioni o cessazioni di attività produttive.

A fine 2020 i tempi di pagamento toccano un minimo, nonostante un lieve aumento dei ritardi. La maggiore velocità nei pagamenti è favorita da scadenze più rigide, fenomeno tipico dei periodi di crisi e legato alla maggiore prudenza di chi concede credito commerciale.

Con scadenze più rigide, si riduce la capacità delle imprese di onorare gli impegni con i fornitori portando a un lieve aumento dei gravi ritardi, ma soprattutto a un netto calo delle imprese puntuali.

Andamenti settoriali

Il miglioramento delle abitudini di pagamento non ha riguardato i settori più colpiti dal Covid, dove si registra un boom dei mancati pagamenti.

Un’analisi sulle PMI indica che i mancati pagamenti si concentrano nei settori in cui si stimano forti perdite di fatturato nel 2020, nei quali le partite scadute sono tornate a crescere negli ultimi mesi dell’anno, con i nuovi provvedimenti restrittivi.

In questi settori risulta molto alta anche la quota di società non più censite in Payline, probabilmente uscite dal mercato. A preoccupare la tenuta delle imprese operanti nell’industria cinematografica, nell’organizzazione di fiere e convegni e nella filiera turistica.

Andamenti territoriali

A livello territoriale permangono forti gap territoriali intensificati in molti casi dalla pandemia.

Le province con i maggiori aumenti dei mancati pagamenti sono specializzate in settori molto colpiti dalla crisi Covid, come la filiera turistica e dell’intrattenimento (es.  Trapani, Ferrara, Rimini) o il comparto della moda come Macerata, Prato e Fermo. Tra le grandi città, alte quote di mancati pagamenti si registrano a Palermo, Roma e Bari.