Per fallire in Italia ci vogliono circa 7 anni e un mese, ovvero 2.585 giorni, mentre per vendere un immobile a seguito di un’esecuzione immobiliare sono necessari 5 anni, quindi 1.825 giorni.

Tuttavia i dati relativi ai singoli tribunali evidenziano un’ampia eterogeneità di performance, con una capacità di smaltire le procedure generalmente più lenta nel Mezzogiorno rispetto al Nord, ma con alcune notevoli eccezioni. Nel 2016, i tribunali più rapidi (Rovereto, Trieste e Vibo Valentia) hanno chiuso i fallimenti in media in meno di quattro anni, contro i quasi 19 anni (medi) del tribunale più lento, Fermo. Nel caso delle esecuzioni immobiliari, i tribunali più efficienti (Sciacca, Trieste e Savona), hanno estinto le procedure con aggiudicazione di un immobile in media in meno di tre anni, contro i quasi 11 anni di Lagonegro.

Questo è quanto risulta dalle analisi condotte da Cerved sui dati del Registro delle Imprese e dall’Associazione T.S.E.I. sulle informazioni tratte dal Processo Civile Telematico indicano che le riforme hanno avuto successo nell’incrementare il numero di procedure che i tribunali hanno portato a termine: il numero di fallimenti chiusi è cresciuto del 22% tra 2016 e 2015, così come è aumentato il numero di esecuzioni immobiliari chiuse con vendita dell’immobile, che è passato da poco più di 4 mila nel 2010 a 19 mila nel 2016.

LA CLASSIFICA REGIONALE

Tra le regioni, quelle con una maggior quota di procedure pendenti risultano la Basilicata (sono ancora aperti il 61% dei fallimenti avviati dopo il 2001), la Sicilia (59%) e le Marche (59%). Le regioni che hanno smaltito più procedure, risultano invece la Valle d’Aosta (23% di procedure ancora aperte), il Friuli (39%) e il Lazio (39%). Basilicata e Molise evidenziano i tempi medi più lunghi per i fallimenti chiusi nel 2016 (rispettivamente, 12 anni e mezzo e 11 anni e 3 mesi), con una tendenza in peggioramento; segue la Sicilia, per cui si osserva però un miglioramento rispetto al 2015. Le regioni più rapide, in cui le durate si sono accorciate rispetto all’anno precedente, risultano invece il Trentino (5 anni), la Lombardia (5 anni e 4mesi), il Piemonte e il Friuli (5 anni e 10 mesi).