Cerved ha intervistato Fulvio Marcandelli Senior Credit Manager di EBV Elektronik Srl – Avnet Business Service.

 

Marcandelli, dopo una breve esperienza in CREDITO ITALIANO, dal 1987 ad oggi ha potuto arricchire la sua esperienza professionale in diverse aziende multinazionali sempre nell’ambito amministrativo-finanziario, svolgendo il ruolo di Credit Manager per circa 30 anni. E’ inoltre Coordinatore/Fondatore Gruppo Distributori Elettronica in ACMI.

EBV Elektronik viene fondata nel 1969 a Poing, Monaco di Baviera, ed è un operatore leader tra gli specialisti della distribuzione di semiconduttori in Europa. Fin dai primi anni il suo successo si è basato su alcuni pilastri per il raggiungimento della soddisfazione dei clienti, valori ancora validi oggi: ingegnosità, eccellenza nelle operazioni , flessibilità, affidabilità e pragmatismo

1969  EBV Elektronik viene fondata da Henry Fischer

1996  Raab Karcher (Veba) acquista EBV Elektronik

2000  EBV raggiunge € 1 B di fatturato; il Gruppo EBV viene acquistato da Avnet Inc.

2010  EBV raggiunge € 1,5 B di fatturato

2017 EBV raggiunge € 2 B di fatturato

Per quello che riguarda Avnet Inc. di seguito le informazioni principali:

credito

Ci spieghi il flusso di lavoro, chi sono i vostri clienti e i vostri fornitori?

I nostri clienti sono aziende che utilizzano componenti elettronici (semiconduttori, microchip per intenderci) per realizzare prodotti propri oppure per conto terzi. Possono essere pmi, mid-cap. Comperiamo i nostri prodotti dalla casamadre, che li acquista direttamente dai produttori con dei contratti di rappresentanza.

Come ha impattato il Covid-19 sulla sua azienda e sul suo settore?

Nella maggior parte dei casi c’e’ molta incertezza sui mesi futuri e quindi poca programmazione negli acquisti, ma non in tutti i settori; la situazione e’ molto a macchia di leopardo perché alcuni clienti stanno mettendo “il fieno in cascina” per ripartire con i magazzini già pronti per le nuove produzioni. Nel nostro mercato i tempi di approvvigionamento sono piuttosto lunghi (il microchip in silicio ad esempio ha tempi di produzione che possono arrivare anche a 20 settimane), quindi l’ufficio acquisti deve essere molto lungimirante e ben strutturato. Se oggi guardiamo il fatturato realizzato dagli ordini di tre o quattro mesi fa è più contenuto perché all’epoca la prima ondata di Covid aveva creato molta incertezza e sfiducia. Ora mi sembra che la situazione stia cambiando anche se ancora non si vedono risultati concreti.

Ha dovuto modificare modelli e strumenti per la gestione dei clienti, nonché le strategie per raggiungere i risultati attesi?

Con il Covid siamo stati ancora più scrupolosi e attenti alle misure di controllo su esposizioni e scaduto. Cerchiamo di lavorare con le assicurazioni per avere garantito il massimo del nostro rischio di credito. In ogni caso ad oggi non abbiamo preso misure straordinarie rispetto al periodo pre-Covid, essendo già ben strutturati.

Ha previsto piani di pagamento e rientro diversi rispetto al periodo pre Covid-19?

Non molti.

Come affrontate questa nuova fase di pandemia?

Con ancor più scrupolosa attenzione agli scaduti e alle coperture assicurative.

Per la valutazione dei nuovi clienti sarà necessario rivedere i processi di gestione del credito e del rischio di insolvenza?

In futuro sicuramente si, al momento non abbiamo inserito cambiamenti alle attuali procedure. Di fatto abbiamo due tipi di nuovi clienti: quelli neo costituiti a cui generalmente chiediamo il pagamento anticipato o, per particolari prodotti, pagamenti anticipati all’ordine. Mentre al cliente nuovo, così definito perché da noi non conosciuto ma già operante sul mercato da tempo, chiediamo informazioni, la copertura all’assicurazione e in genere concediamo tempi di pagamento in linea con quelli del settore.

Per i nuovi clienti del primo tipo stiamo cercando soluzioni diverse, magari utilizzando carte di credito, vincenti sia per il cliente che per noi. Dobbiamo capire come strutturare in modo fluido l’operatività con nuovi strumenti di pagamento.

Come hanno reagito le Assicurazioni al Covid? Avete già dei segnali per l’attuale fase 2?

Abbiamo recentemente cambiato partner assicurativo ed il nuovo non ha modificato i plafond rilasciati dal precedente. Ho l’impressione che le compagnie di assicurazione basino le loro valutazioni ancora sui dati di bilancio 2019.

Come valuta gli interventi legislativi come il blocco dei fallimenti?

Non ho riscontrato effetti sul quotidiano; una volta avviata una procedura concorsuale diversa dal fallimento abbiamo comunque poche speranze di recuperare il nostro credito.

Qual è stata la sua esperienza in termini di smart working? Ha impattato sulla gestione del credito?

Piu’ che altro ha influito sulla gestione del lavoro di team, infatti a tratti il lavoro in isolamento ha mostrato qualche debolezza ma non ha penalizzato la gestione del credito.

Come prevede di impostare il “new normal al termine della fase2? Saranno necessarie azioni più tailor- made?

Secondo me si, ma dovremo essere sempre in linea con le nostre credit policy.

Il Covid ha modificato la figura del Credit Manager?

Ha acquisito maggiore importanza soprattutto nelle aziende più strutturate perché il ruolo del Credit Manager completa la visione che proviene dal commerciale.

In questo momento e nei prossimi mesi sarebbe molto utile poter avere informazioni dalla Centrale Rischi, per avere una fotografia più attuale e precisa della solidità delle aziende soprattutto perché i bilanci oggi forniscono informazioni non attuali e non riflettono gli effetti della pandemia.

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