Il credito alle imprese cresce nel primo trimestre 2018 per Lombardia, Emilia Romagna, Veneto e Piemonte anche se con intensità diverse, nel secondo trimestre questo trend positivo continua, ma in maniera più contenuta, a eccezion fatta per il Veneto che ne vive un’inversione di tendenza (-0,2%). I tassi di ingresso in sofferenza sono stabili o in discesa per le quattro regioni del Nord analizzate nei primi sei mesi del 2018. Le procedure fallimentari e non continuano il loro percorso di contrazione rispetto al primo semestre del 2017; mentre le liquidazioni volontarie tornano a crescere in Lombardia.

Questi i risultati dell’Osservatorio sul Credito e Rischio delle Imprese realizzato da Cerved e Assolombarda e aggiornato al primo semestre del 2018.

Prestiti alle imprese

L’Osservatorio valuta l’andamento del credito alle imprese attraverso dati forniti -in via esclusiva ad Assolombarda e Cerved- dalla sede milanese di Banca d’Italia. Questi dati differentemente da quanto visibile nel database rilasciato da Banca d’Italia –sede centrale- includono le cartolarizzazioni e le altre cessioni di prestiti. Inoltre il rapporto contiene un’analisi del credito in Lombardia per dimensione e settore d’impresa.

Relativamente ai dati del secondo trimestre 2018, i prestiti alle imprese lombarde mostrano una decelerazione nella velocità della crescita, pari al +1,1% rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente, dopo un +2,6% registrato nei primi 3 mesi del 2018. L’andamento dei prestiti in Lombardia si presenta più favorevole rispetto a quello osservato in Emilia-Romagna (+0,2%) e in Veneto (-0,2%) ma più contenuto rispetto al Piemonte (+2%).


Sulla base di dati forniti da Banca d’Italia su Segnalazioni Centrale Rischi, vengono analizzati i tassi di ingresso in sofferenza sia per il totale dell’economia considerata, sia per i principali settori economici. Nel primo trimestre 2018 il tasso di entrata in sofferenza in Lombardia è stabile rispetto al quarto trimestre 2017 (2,3%, solo +0,1 punti percentuali), mentre nelle altre regioni è in diminuzione: Piemonte -0,3 punti percentuali (da 1,6% a 1,3%); Veneto -0,3 p.p. (da 2,5% a 2,2%) e in Emilia Romagna di -0,4 p.p. (da 3,6% a 3,2%).


Le imprese uscite dal mercato

Il rapporto analizza, sulla base di dati Cerved, la dinamica delle imprese che escono dal mercato la quale scaturisce da procedure concorsuali o liquidazioni volontarie relative a Lombardia, Emila Romagna, Veneto e Piemonte. I dati sui fallimenti si riferiscono all’apertura delle procedure. Secondo l’ultimo aggiornamento tra gennaio e giugno del 2018 sono fallite in Lombardia 1307 imprese, 1,7 punti percentuali in meno rispetto allo stesso periodo del 2017 (1329). Nelle altre regioni esaminate prosegue invece la contrazione.


Le procedure concorsuali diverse dal fallimento comprendono una serie di strumenti utili alle imprese che si trovano in una condizione di crisi reversibile, che può essere risolta mediante accordi con i propri creditori. Nel rapporto vengono inseriti: accordi di ristrutturazione del debito, le amministrazioni controllate e straordinarie, i concordati preventivi, le liquidazioni coatte amministrative e le dichiarazioni di stato di insolvenza.

Nel periodo compreso tra gennaio e giugno del 2018 sono state aperte in Lombardia 114 procedure concorsuali non fallimentari. Queste ultime risultano in drastico calo su base annua (-34,9% rispetto allo stesso periodo del 2017), diffuso in tutti i principali settori: industria, servizi e costruzioni. Anche nelle altre regioni esaminate si evidenziano diminuzioni, intorno al 20% in Veneto ed Emilia Romagna e oltre il 30% in Piemonte. Torna ad aumentare il trend delle liquidazioni volontarie in Lombardia: +6,7% nei primi sei mesi del 2018, per un totale di 6646 operazioni. Il fenomeno potrebbe segnalare un peggioramento delle aspettative di profitto degli imprenditori.


Rischio delle imprese

L’Osservatorio come ultimo focus, si concentra sull’evoluzione del rischio delle società di capitale in Lombardia, Emilia Romagna, Veneto e Piemonte sulla base del Cerved Group Score (CGS). Quest’ultimo è uno strumento di valutazione sintetica del merito creditizio delle imprese, basato su un ampio spettro di informazioni (bilanci, abitudini di pagamento, eventi negativi), e del mercato di riferimento. In base alla probabilità di insolvenza risultante, le imprese vengono classificate in dieci classi di merito, inserite poi in quattro aree, le quali sono caratterizzate da rischio crescente: sicurezza, solvibilità, vulnerabilità e rischio.

Secondo il CGS, ad agosto 2018 il 62% delle imprese lombarde presentava un grado di default molto basso o contenuto, la quota risulta superiore a quella dell’Emilia Romagna e del Veneto, ma inferiore a quella del Piemonte.