Nel 2018, per il secondo anno consecutivo, continua a ridursi lo stock di sofferenze accumulate dalle banche italiane (-39% circa in termini netti), con un calo di circa 25 miliardi rispetto a settembre 2017.

La diminuzione dello stock di sofferenze è stata accompagnata dal consolidamento del trend di riduzione dei nuovi flussi di crediti in sofferenza, passati dal 2,8% del 2017 ad un dato stimato per il 2018 del 2,4%. Secondo le previsioni, la discesa dei tassi di ingresso in sofferenza proseguirà nel prossimo biennio in tutta l’economia, con l’incidenza delle nuove sofferenze che si attesterà al 2,1%, avvicinandosi ulteriormente ai livelli pre-crisi (1,7% nel 2008).

Sofferenze

Questo è quanto emerge dall’Outlook sulle sofferenze delle imprese realizzato da ABI e Cerved, che fornisce stime e previsioni sui tassi di decadimento per classe dimensionale delle società non finanziarie ad un livello di dettaglio settoriale e territoriale.

La riduzione dei flussi di nuove sofferenze è diffusa a tutte le dimensioni di impresa, tutti i settori economici e tutte le aree territoriali considerate, anche se le previsioni mettono in evidenza una dinamica di calo meno accentuata rispetto a quanto previsto nel precedente Outlook, per via del rallentamento della congiuntura economica.

Nel 2018, i tassi di ingresso in sofferenza delle micro e delle piccole imprese sono stimati rispettivamente al 2,6% e all’1,9% (dal 3% e 2,2% dell’anno precedente) e raggiungono per la prima volta quote analoghe e inferiori al 2009 (2,6% per le micro e 2,2% per le piccole). I tassi per le medie e grandi imprese si aggirano rispettivamente sull’1,4% e 1,1% (contro l’1,7% e 1,2% del 2017) consolidando i loro valori su livelli inferiori a quelli del 2009 (1,9% per le medie, 1,5% per le grandi). Nel biennio 2019-202o si assisterà ad un graduale avvicinamento ai livelli pre-crisi, con tassi attesi al 2,2% per le microimprese (contro l’1,8% del 2008), all’1,7% per le piccole società (1,4% nel 2008), all’1,3% per le medie aziende – molto vicine all’1,1% del 2008 – e all’ 1,2% per le società più grandi per le quali si verificherà una stabilizzazione della discesa dei tassi su valori abbastanza distanti dai livelli pre-crisi (0,7% nel 2008).

A livello settoriale, pur nello scenario di un miglioramento generalizzato, continueranno a persistere significative differenze tra i settori anche se i differenziali di rischio tenderanno a ridursi per effetto di una convergenza degli andamenti che si verificherà nel prossimo biennio, con tassi di decadimento all’1,8-2% nell’industria, nell’agricoltura e nei servizi e un netto calo del settore delle costruzioni in cui si attesteranno su livelli del 2,5%.

A livello territoriale, le previsioni per il 2019 e 2020 indicano miglioramenti marcati e diffusi a tutte le aree geografiche. Al termine dell’esercizio di previsione nel Nord saranno quasi recuperati i livelli pre-crisi, mentre le aziende del Centro-Sud manterranno un divario rispetto ai valori del 2008, seppur in marcato calo rispetto ai picchi toccati negli ultimi anni. Con un tasso di ingresso in sofferenza pari al 2,9% le società del Mezzogiorno si confermeranno le più rischiose nel 2020, seguite da quelle del Centro (2,6%), del Nord Ovest (1,7%) e del Nord Est (1,6%).

In generale, nel 2019-2020 i tassi di ingresso in sofferenza saranno su percentuali vicine ai livelli pre-crisi per le società con più di 10 addetti, per le imprese manifatturiere di piccole e medie dimensioni e per quelle localizzate nel Nord della Penisola. Le microimprese, le società con sede nel Centro-Sud e le imprese attive nel settore delle costruzioni non saranno invece ancora tornate ai tassi di ingresso in sofferenza registrati prima della crisi, anche se va sottolineato che per queste categorie di imprese proseguirà il percorso di allontanamento dai picchi di rischio raggiunti nel pieno della crisi con una graduale convergenza verso i valori del 2008.

Qui è possibile scaricare l’ultimo numero dell’Outlook.

I numeri precedenti dell’Outlook:

Outlook Abi-Cerved sulle sofferenze delle imprese #6

Outlook Abi-Cerved sulle sofferenze delle imprese #5